La prima messa di Don Alberico, il vescovo Marino: un giorno bello e felice per tutti

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BOSAGRO- Petali di rosa lungo il percorso che con la banda musicale lo ha accompagnato da casa fino alla chiesetta di Bosagro, dove ad attenderlo c’era il vescovo Francesco Marino e una chiesa addobbata di bianco. Cosi la comunità di Bosagro e Beato e di Quindici ha voluto partecipare alla prima celebrazione di Don Alberico Rega, ordinato sacerdote il 25 aprile nella Chiesa Madre di Santa Maria Delle Grazie di Quindici. “Un giorno bello e felice- ha definito quello di ieri pomeriggio il vescovo Marino- per Alberico che celebra solennemente la prima messa, ma per tutta questa comunità in cui Alberico è cresciuto in cui ha anche esercitato per lunghi anni il Ministero diaconale. Un giorno bello anche per noi, per il vescovo e per i sacerdoti, non solo quelli presenti l, tra essi vorrei sottolineare il parroco Don Vito, ma anche il direttore del Seminario Don Franco”. Un saluto finale e i ringraziamenti in cui più volte il nuovo sacerdote si e’ commosso: “Come Geremia dico: ecco, io non so parlare. E mi riconosco, impacciato e lento di bocca e finanche di pensiero. So soltanto ringraziare il Signore, che innalza il cuore degli uomini fino alle altezze del suo altare, rendendoli degni di ripresentare e realizzare il suo mistero pasquale a favore del Popolo da lui salvato. Nei giorni scorsi, durante gli esercizi spirituali, ho letto la vita di San Marco che lei mi ha affidato quasi come patrono, stabilendo nel giorno della sua memoria la mia ordinazione presbiteriale e in lui ho rivisto gran parte del mio passato. Come Marco fin da adolescente ho vissuto all’ombra della chiesa, di questa chiesa, e ogni squillo di campana ad ogni eco di canto o celebrazione correvo qui ed ero felice vedendo i presbiteri come il giovanie Marco vedeva agli apostoli e da loro sentivo parlare di Gesù e dal loro esempio ero guidato. E oggi li sento, li ho sentiti al mio fianco: Don Luigi De Riggi, Don Peppino Manfredi, Don Mimi’ Amelia, Don Giovanni Santaniello, al quale esprimo un grazie particolare perché fu proprio lui a dire: inizia e poi Dio provvederà. Don Pasquale. Grazie cari miei Amati parroci servi buoni e fedeli che il Signore ha ricompensato in vita con la grazia del presbiterato e che ora con lui vivete e gioite. Come Marco ho vissuto nella casa della mia famiglia, dove ho imparato a conoscere Gesù. Grazie papà, da cui ho imparato a zappare la terra, sapendo aspettare con speranza che le annate venissero buone, perché la vita è anche fatica e sacrificio, ma soprattutto dono immenso del Signore. Grazie amatissima mamma mia,.che presto mi hai lasciato Ma che mai hai abbandonato con la tua vicinanza intima e premurosa proprio come ha fatto Gesù. Si mamma, tu sei andata via ma intimamente mi hai affidato a Dio e a lui sempre mi hai indirizzato.
Lo sai bene tu, sorella mia, mia madre, Teresa. Per me hai sacrificato quei sogni di vita e con me hai attraversato ogni difficoltà, ma ecco il Signore mai ci ha abbandonati. E anche oggi , caraTeresa gioiamo e piangiamo insieme come ogni giorno della nostra vita”. Ha voluto ringraziare anche alcuni sacerdoti e la comunità: “Come Marco ho avuto ieri la grazia di diventare annunciatore delle parole di Gesù- ha detto Don Alberico- Però così trovato una famiglia ben più grande e vasta di quella dei vincoli di sangue. Dovrei ringraziare uno a uno i miei nuovi fratelli presbiteri e temo però di dimenticare un indicare tanto solo qualche parola rivolta ad alcuni, ma credetemi indirizzata a tutti voi sacerdoti che mi è affiancate. Grazie a te caro Don Franco, da cui ho tanto imparato in seminario. Con pazienza mi hai accompagnato senza risparmio, istruendomi e dandomi l’esempio di prudenza e cortesia che un prete deve avere. Grazie a Padre Franco per le volte in cui hai ascoltato i miei timori, placato il mio cuore, per l’affetto di padre e fratello mostrato.Ti so dire grazie.
Ricordandoti che il Signore ricompensa con il Paradiso chi dona una goccia d’acqua data in suo nome. Grazie a te, caro Don Vito, che sempre hai avuto fiducia in me, persino chiedendoti consiglio. Ho trovato in te sempre un amico, un fratello anche un padre anche se sono molto più grande di te. Ma mi hai insegnato come debba essere un prete: gioiso, disponibile, generoso. Infine, come Marco anche io sono semplicemente avvolto da un lenzuolo trasparente che ha stento nasconde la sua persona”. E ha continuato: “Grazie di tutto quello che avete fatto e che continuerete a fare per me alla gente di questo posto, Bosagro, Beato e Quindici. La mia parrocchia che mi ha visto crescere come la gente di Gerusalemme conosceva Marco. Vi prometto la mia preghiera, vi assicuro la mia disponibilità. Non nasconderò mai la semplicità e generosità che ho imparato da voi e conserverò nel cuore ogni giorno l’incoraggiamento che mi avete dato. Saluto le autorità civili e militari presenti e chiedo al Signore che ogni giorno vivano con prudenza e moderazione. Perché come ricorda San Paolo, maestro di Marco, dai loro atteggiamenti dipende la vita calma e tranquilla della società”. Infine il

ringraziamento al vescovo.