La lettera del Vescovo Melillo ai diplomandi: “Non abbiate paura di sentirvi fragili”

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Riceviamo e pubblichiamo, di seguito, il testo integrale della lettera rivolta dal Vescovo di Ariano Irpino e Lacedonia, Sergio Melillo, agli studenti impegnati negli esami:

Cari ragazzi,

mentre vi preparate agli esami, il mio cuore di pastore e di padre batte in sintonia con le vostre ansie e le vostre speranze.

So che il peso delle aspettative, vostre e di chi vi circonda, può sembrare un carico grande.

Vorrei dirvi, innanzitutto, di respirare. Non siete definiti da un voto, né da una performance. Siete definiti dalla persona che state diventando, fatta di sogni, di dubbi, di generosità e di quella bellezza unica che solo voi possedete.

Sant’Agostino diceva: “La misura dell’amore è amare senza misura”. Ecco, abbiate questa misura nel vivere anche la fatica dello studio: amate la conoscenza, amate il vostro impegno, ma non lasciate che la paura di fallire diventi la misura della vostra dignità.

Molti di voi avvertono il timore di non essere “all’altezza”. Ma permettetemi di citare lo scrittore J.R.R. Tolkien: “Non è necessario essere grandi per iniziare, ma bisogna iniziare per essere grandi”. Questo esame non è il traguardo finale, è solo un piccolo inizio di un cammino molto più ampio e luminoso.

Non abbiate paura di sbagliare o di sentirvi fragili. Ricordate che, per superare le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce che a volte sembrano opporsi ai vostri sogni, dovete imparare a prendervi cura di voi stessi (Franco Battiato, La cura). Abbiate questa premura verso il vostro cuore: non permettete che l’ansia oscuri la vostra luce, perché siete capaci di andare oltre ogni ostacolo. Siate dunque coraggiosi. Entrate in quell’aula non per dimostrare quanto avete memorizzato, ma per offrire ciò che avete compreso del mondo e di voi stessi. Affidate la vostra ansia alla preghiera, al silenzio, a un respiro profondo. Ricordate che, qualunque sia l’esito, il vostro valore rimane infinito e la vostra strada è benedetta.

Vi sono vicino, vi porto nella mia preghiera.