La Galleria del Montepergola resta al buio, protestano gli utenti

0
8

La Galleria del Montepergola sul Raccordo autostradale Salerno Avellino è al buio.

Per le migliaia di autovetture e mezzi pesanti che quotidianamente solcano quel tratto di raccordo che separa i comuni irpini di Solofra e Serino, ormai da una settimana lo scenario che si presenta – viaggiando in carreggiata Sud – è sempre lo stesso: buio totale per gran parte del tunnel (in entrata e fino a poche centinaia di metri dall’uscita, ndr).

Ogni volta che le auto, ma anche le moto e i camion, in transito s’immettono in una galleria da mesi completamente al buio, parrebbe che si rischi la perdita di controllo dell’auto.

E i disagi non mancano.

Centinaia di utenti, per lo più pendolari che dai paesi a confine col salernitano ogni giorno si trovano a dover percorrere il tratto del Raccordo che porta ad Avellino e viceversa, ormai si dicono stanchi delle condizioni in cui si presenta il tunnel.

LA GALLERIA TRA LE PIU’ PERICOLOSE D’ITALIA – Negli anni passati la Galleria tra Solofra e Serino è già passata agli onori della cronaca per la sua pericolosità.

Nel 2009 una indagine realizzata dalla rivista “Automobile” edita dell’Aci aveva relegato il tunnel del Montepergola tra le 13 gallerie più pericolose d’Italia.

Il tunnel è lungo due chilometri e trecento metri. Fu realizzato nel 1951. Dalle stime Aci-Anas (quest’ultimo, gestisce il tratto del Raccordo), la galleria del monte Pergola che è a metà tra Solofra e Serino è attraversata ogni anno in entrambe le direzione da 4mila veicoli. Il 30 per cento di questi ultimi è rappresentato da mezzi pesanti. Un flusso di tir che soprattutto d’estate aumenta a dismisura con il passaggio degli autoarticolati carichi di pomodori che dalla Puglia si dirigono verso le industrie conserviere dell’Agro-sarnese-nocerino.

Per gli esperti il traforo è a “rischio elevato”: impossibili comunicare via radio all’interno, non c’è un sistema di videosorveglianza, l’illuminazione è carente, non ci sono corsie di emergenza e banchine pedonabili.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here