La denuncia di Giordano: “Le ricerche sui terremoti pagate dai petrolieri”

La denuncia di Giordano: “Le ricerche sui terremoti pagate dai petrolieri”

14 Ottobre 2015

Le ricerche sui terremoti pagate dai petrolieri? A volerci veder chiaro è il deputato avellinese di SeL Giancarlo Giordano che ha indirizzato al Ministro per lo Sviluppo Economico una interrogazione in merito ai rapporti tra petrolieri, trivellazioni in Irpinia e i legami con l’Ingv.

I quesiti di Giordano muovono da un articolo a firma di Stefano Vergine, pubblicato oggi su L’Espresso, nel quale il parlamentare irpino denuncia per l’appunto la “… vendita dei servizi di consulenza dell’Ingv” a Enel, Petrobras e Total.

Il tutto avrebbe risvolti di non poco conto anche in provincia di Avellino secondo Giordano “… poichè ora potrebbe farlo anche con la Cogeid che vuole trivellare in Irpinia”.

L’INTERROGAZIONE – Giordano ha chiesto lo scorso 28 settembre al Ministro “… se nel rapporto tra il Dipartimento della Protezione Civile che finanzia di fatto un proprio Organo tecnico di riferimento adibito alla sorveglianza e alla ricerca sismica e vulcanica, che in teoria dovrebbe essere super partes che, come tale, non dovrebbe assolutamente potere svolgere attività di consulenza finalizzate ad attività industriali che potenzialmente possono mettere a rischio la sicurezza dei cittadini, come nella fattispecie delle trivellazioni petrolifere in ambito urbano, non si individuino degli elementi di un palese conflitto di interesse che va rimosso alla radice rivendendo l’ambito normativo di riferimento e la disciplina dei rapporti negoziali dell’INGV in particolare con gli operatori economici privati”.

Giancarlo Giordano

Giancarlo Giordano

LA DENUNCIA DELL’ON. GIORDANO – C’è “… un palese conflitto di interesse” che mette a rischio la sicurezza degli abitanti dell’Irpinia. Così lo definisce Giancarlo Giordano nell’articolo de L’Espresso.

Nel testo dell’interrogazione viene citato un fatto.

L’Ingv vende servizi di consulenza, oltre che ad enti pubblici, anche a società private. Tra queste, si legge sullo stesso sito internet dell’Istituto, ce ne sono alcune direttamente coinvolte nell’estrazione di gas e petrolio.

C’è ad esempio la collaborazione con Petrobras, il gigante brasiliano degli idrocarburi. Quella con l’italiana Enel, coinvolta in parecchie ricerche su mare e su terra. Ma c’è soprattutto il contratto di consulenza con la francese Total per il progetto Tempa Rossa, in Basilicata, uno dei più grandi giacimenti petroliferi scoperti nella Penisola, per il quale l’Ingv ha in corso un contratto biennale per il monitoraggio sismico.

LE RICERCHE IN IRPINIA – Che c’entra l’Irpinia con tutto questo? C’entra. Secondo il deputato di SeL, infatti, l’Ingv è in trattativa per diventare consulente anche della Compagnia generale Idrocarburi, meglio nota nella zona come Cogeid, per un progetto di ricerca di idrocarburi che la piccola società italiana vorrebbe avviare in Irpinia, tra le province di Avellino e Benevento, e che riguarda una superficie totale di 698,5 chilometri quadrati.

In questa zona, tristemente famosa per il sisma che nel 1980 causò la morte di oltre 2.914 persone, la società romana ha ottenuto nel 2010 dal ministero dello Sviluppo economico un permesso di ricerca di idrocarburi. Concessione – al momento sospesa in attesa del via libera del ministero dell’Ambiente sulla perforazione del pozzo Gesualdo 1 – che ha suscitato i timori di una parte della popolazione locale, preoccupata all’idea che le trivelle possano scatenare nuovi terremoti. Da qui l’idea di chiamare in causa l’Ingv.

“NESSUN CONFLITTO CON COGEID” – La consulenza è stata richiesta dalla Regione Campania con l’obiettivo di “… determinare lo stato vibrazionale ante operam”, scrive nell’interrogazione Giordano.

In altre parole, il compito dell’Istituto sarebbe quello di verificare la situazione sismica sul territorio irpino prima dell’inizio delle trivellazioni, così da poter poi registrare le eventuali differenze. “Peccato che – aggiunge Giordano nell’intervista a L’Espresso – quella consulenza sarebbe pagata dalla stessa Cogeid, e quindi l’Ingv si troverebbe in evidente conflitto d’interesse visto che la società privata che la finanzia ha tutto l’interesse a trivellare senza che si crei allarme”.

Per Giordano la soluzione è una sola: “Bisogna rimuovere alla radice la possibilità che l’Ingv si faccia pagare le consulenze dai privati”.

Sentito da L’Espresso, l’Ingv dice di essere stato contatto da Cogeid nel 2013 ma – assicura – “… ad oggi non è stato attivato alcun tipo di contratto di consulenza”.


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