La ‘denuncia’ dei Verdi: “Cervinara paese abbandonato”

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L’ambiente naturale di Cervinara è costituito per buona parte da montagne, che ancora oggi continuano a spaventarci. Alcuni fenomeni naturali (acquazzone estivo) riescono a creare disagio e paura nei cittadini, perché questo? Forse perché la montagna ancora non è stata messa in sicurezza? Forse perché si fanno lavori a valle e non a monte? Forse perché ogni volta che piove ci aspettiamo qualche altra frana? Sono questi gli interrogativi posti dai Verdi di Cervinara che inneggiano alla prevenzione. “A circa nove anni dall’evento luttuoso del dicembre 99 – spiega il geologo Tommaso Zullo in una nota – a Cervinara continua a scendere fango dalle montagne.
Nei giorni scorsi durante un acquazzone estivo un piccolo torrente ha esondato portando fango per le vie del paese. Bene, lo stesso torrente negli anni scorsi era stato oggetto di “lavori” da parte del Genio Civile di Avellino.
La verità è che c’è una non curanza per l’ambiente che “straripa” da tutti i lati.
Dopo circa dieci anni dall’evento del maggio 98 a Sarno e nelle località limitrofe sono terminati i lavori di messa in sicurezza, se funzioneranno non è dato sapere… però si è fatto.
Perché a Cervinara i lavori sono iniziati solo dopo nove anni?
La struttura del Commissariato di Governo ha iniziato da poco i lavori nel bacino del torrente Castello; ma non si sa che tipo di lavori. Il progetto non si trova e qualcuno in via ufficiosa ha detto che il Comune non centra in quanto i lavori sono del Commissariato. È una storia che si ripete perché anche la perimetrazione delle cosiddette zone rosse che ha fatto esalare l’ultimo respiro economico a Cervinara non è del Comune ma dell’Autorità di Bacino.
La domanda sorge spontanea: ma i nostri amministratori cosa fanno?
Il problema del torrente Remescusi era stato sollevato, già nel dicembre 2007 in un convegno dei Verdi ma purtroppo nessuno ha voluto o saputo ascoltare. A farne le spese sono solo i cittadini che si ritrovano a fare i conti con una gestione approssimata delle nostre montagne.
Il mancato o inadeguato intervento sui bacini montani e sui versanti comporta un incremento delle portate di piena a valle, con conseguente necessità di interventi più impegnativi.
La manutenzione del territorio del bacino idrografico è uno strumento fondamentale per la riduzione del dissesto idrogeologico e del rischio per le persone, le cose e il patrimonio ambientale, nonché per la riqualificazione ambientale del territorio.
Quanto altro tempo i cittadini di Cervinara dovranno aspettare? Quando ci sarà la consapevolezza che i lavori che si fanno sul territorio sono di tutti e quindi c’è bisogno di farli conoscere e spiegarli?”.
In attesa di queste risposte…. speriamo che non piova.

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