La Cgil annuncia Landini in Irpinia e chiede a De Luca di togliere il bavaglio ai medici

La Cgil annuncia Landini in Irpinia e chiede a De Luca di togliere il bavaglio ai medici

7 Ottobre 2020

Si è svolto questa mattina il Comitato direttivo della Cgil di Avellino le cui conclusioni sono state affidate al segretario generale Cgil Campania Nicola Ricci.

Nel corso della seduta, è stato approvato il bilancio consuntivo 2019. Il segretario generale Franco Fiordellisi ha prima ricordato Carla Nespolo, presidente ANPI, e Rossana Rossanda, fondatrice del Manifesto, recentemente scomparse. È stato eletto Piere Dimitry Meka nel comitato direttivo Cgil Avellino e sono state denifite le iniziative che ci accompagneranno verso il 20 novembre 2020 quando in Irpinia arriverà il segretario generale Maurizio Landini.

È seguita un’ampia discussione sulla situazione sociale, economica e industriale. «Ci sono grandi difficoltà e disagi tra i cittadini e i lavoratori», dice Fiordellisi. «In particolare preoccupano i mancati rinnovi dei Ccnl per oltre 13 milioni di lavoratori dipendenti di cui oltre 10 milioni settori privati. Inoltre non fanno ben sperare le prese di posizione di Bonomi sugli ammortizzatori sociali, il libero arbitrio nei licenziamenti, la gestione privata del collocamento, la destrutturazione dei Contratti collettivi nazionali di lavoro. La situazione delicata e va affrontata in modo unitario come fatto per la Sanità Privata e il 9 Ottobre per le manifestazioni sul contratto Alimentaristi».

Stando alle questione locali: «Chiarezza sulla sanità, sulle Aree interne e sui Trasporti pubblici, monitoraggio dei progetti e dei fondi sul Dissesto idrogeologico e sulle infrastrutture viarie, come servono risposte politiche vere alle crisi industriali in atto, come indotto Whirpool o le prospettive di Fca e del Comparto metalmeccanico».

Infine, è stato votato un ordine del giorno per chiedere il ritiro del provvedimento con il quale il governatore De Luca impone il divieto di “parlare” per il personale sanitario: «Un atto indegno e prevaricante delle libertà di stampa, non accettiamo che passi il modello  di democrazia autoritaria. La nostra è una presa di posizione opportuna, non si può avallare, in nessun contesto, il delirio dell’uomo solo al comando».