La burocrazia che soffoca aziende e dipendenti: l’ennesima protesta

0
153

Dopo otto ore di protesta sotto al sole, sono riusciti ad ottenere almeno un incontro. E’ la triste vicenda di due operai avellinesi che si sono arrampicati sul tetto delle nuove residenze universitarie del Campus Folcara a Cassino. Rivendicano le loro ragioni: gli stipendi. Venticinque operai infatti, da un anno e mezzo lavorano senza percepire nulla. La colpa, non è un mistero è della burocrazia. Le aziende per le quali lavorano non riescono ad ottenere l’ultima trance di pagamento da parte di chi ha commissionato la realizzazione degli impianti termoidraulici, elettrici e fognari del nuovo campus riservato agli studenti universitari di Cassino. “Noi abbiamo lavorato per voi: pagateci. Vogliamo i soldi del nostro lavoro»: questo lo slogan urlato ieri alla Folcara, teatro di una clamorosa protesta da parte degli edili. “Sappiamo benissimo che i lavori sono stati pagati, quindi la nostra non è una protesta contro l’Università: ci appelliamo però ai vertici dell’Ateneo e di LazioAdisu, affinchè si interessino alla situazione” dice Liberato Di Rienzo titolare della ditta Serino srl. Che, in caso contrario, assicura: “Impediremo che venga sfruttato il nostro lavoro che non ci è stato regolarmente retribuito”. Sacrifici e disperazione da parte di chi, ogni giorno, per arrivare a Cassino percorre oltre duecento chilometri. “Abbiamo lavorato sodo a tutte le ore e con qualsiasi condizione atmosferica – prosegue ancora l’imprenditore -. E non hanno avuto rispetto per niente e per nessuno. Siamo al tracollo. Abbiamo tutto pignorato: case, macchine e mezzi di lavoro. Molti di noi hanno le utenze staccate per morosità ed io per poter pagare il funerale di mio figlio morto, a soli trentasei anni, tre mesi fa, ho dovuto chiedere aiuto ai parenti. Non è giusto”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here