La battaglia della coerenza del Pd per cambiare l’Irpinia

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Avellino – Le coordinate di viaggio del Partito Democratico che si affaccia ufficialmente nella grande battaglia elettorale che porterà ai rinnovi delle consiliature di Palazzo Caracciolo e di circa 60 Comuni irpini chiamati al voto il 6 ed il 7 giugno, sono delineate, senza soluzione di continuità, da un ‘fil rouge’ chiamato coerenza. Un concetto che è suonato (o meglio tuonato, ndr) forte in tutti gli interventi della convention organizzata dai democratici irpini al Viva Hotel e che ha avuto come relatore d’eccezione il Senatore Giorgio Tonini, responsabile dell’area studi e formazione del Pd, romano di nascita ma trentino d’adozione, proprio nel giorno in cui, paradossi del destino, a Trento si celebrava la vittoria del Pd e del neo sindaco Andreatta.

Un concetto, quello della coerenza, declinato molteplici volte e con mille sfaccettature. Una coerenza che Pino Galasso, primo cittadino uscente di Avellino, ha pagato con “… 15 mesi passati nell’incertezza di essere ancora sindaco o meno”, che per la candidata irpina del Pd alle europee, Elvira Matarazzo (visibilmente emozionata alla sua ‘prima’ davanti al popolo del Pd, ndr), assume i contorni di “.. una presa in carico delle esigenze altrui”, che per Alberta De Simone, candidata alla Provincia, significa la “… vittoria della politica del dare e della austerità”, coerenza che per Franco Vittoria, segretario provinciale del Pd, vuol dire proseguire il lavoro svolto in Irpinia dal De Santis, dal Dorso, da Mancino e da Bianco e che in Enzo De Luca trova la sua più alta espressione di democrazia nelle ricandidature, volute dal popolo, di Galasso e De Simone.

Stesso pathos, stessa tematica ma ripresa da angolatura opposta anche nell’applauditissimo video dello spot elettorale del Pd, proiettato ad inizio serata, in cui un Ciriaco De Mita ‘vintage ma non troppo’ bacchetta Berlusconi e l’avanzata delle destre.

In questo scenario si sono succeduti gli interventi di Gerardo Adiglietti, Pino Galasso, Elvira Matarazzo, Alberta De Simone, Franco Vittoria, Enzo De Luca e Giorgio Tonini. In sala, la folla di sindaci, dirigenti, iscritti e simpatizzanti del Pd. Presenti Rosanna Repole, Gennaro Romei, Chiara Maffei, Rodolfo Salzarulo, Enzo Venezia, Emiliana Mannese, Michele Langastro, Lello De Stefano, Dora Garofalo, Francesco Barra, Tonino Festa, Amedeo Gabrieli, Franco Maselli, Rosa D’Amelio, Luana Evangelista, Andrea Forgione, Antonio Petruzzo, Salvatore Antonacci, Carmine De Blasio, Toni Ricciardi, Salvatore Biazzo, Geppino Vetrano, Gennaro Imbriano, Antonio Caputo, Carmine Ragano, Vincenzo Petruzziello, Michele De Piano, Michele Vignola; i sindaci Antonio Guarino, Antonio Aufiero, Luigi Famiglietti, Giovanni Ferrante, Pasquale Ricci, Franco Cioffi, Rocco Antonio Giacobbe, Vito Farese, Nunzia Barile, Aniello Chieffo, Eugenio Tecce, Michelangelo Ciarcia, Wanda Grassi, Carmine Troncone, Liberato Santaniello.

Portavoce delle famiglie irpine messe in ginocchio dalla crisi è Gerardo Adiglietti che nel suo intervento d’apertura ha ricordato come il Pd sia “… l’unico partito ad aver candidato idee, ad aver proposto battaglie contro i tagli che penalizzano la società irpina. I ministri del Governo Berlusconi – ha aggiunto – hanno promesso tavoli con le imprese e con le istituzioni che non sono mai stati realizzati. La nostra sarà una battaglia contro le falsità dove troveremo la forza per cacciare via apprendisti stregoni e trasformisti dalla Provincia, pur coscienti che se si perderà, si aprirà un baratro ma non nel partito ma nel territorio per l’incoerenza che porteranno gli altri”.

Il richiamo alla unità tra le varie forze della coalizione nelle parole di Giuseppe Galasso: “Abbiamo la necessità – ha riferito il primo cittadino – come irpini di essere compatti per affrontare le sfide del futuro”. Quindi l’appello rivolto a De Luca “… a riprendere il testimone che fu di Mancino”, invito raccolto dall’ex assessore regionale che sarà capolista nella lista del Pd al Comune.
Ma Galasso nel suo intervento non lesina bacchettate verso chi “… dopo aver compiuto l’omicidio della Provincia, ha tentato di affossare l’amministrazione comunale”, atto giudicato dallo stesso “… quanto mai vergognoso e perpetrato da chi per anni ha condiviso le scelte al posto nostro”.

Un assist d’oro, quello servito da Galasso, che la De Simone non si lascia scappare. “Più che di omicidio io parlerei di suicidio dei consiglieri che si sono dimessi – ha tuonato con velato orgoglio l’ex sindaco di Atripalda che ha aggiunto – l’Irpinia appartiene storicamente al centro sinistra e la gente stavolta non seguirà come un gregge un’ammucchiata trasformista. La nostra sarà una campagna di resistenza nella quale rinasceremo come Pd e come centro sinistra, tutti insieme perché i solisti non avranno vita facile”.

Il punto sulle vicende che hanno interessato negli ultimi giorni i leader politici contrapposti al centro sinistra nella relazione di Franco Vittoria: “Basta leggere le ultime interviste di Pionati, Rotondi e Casini – ha riferito – sono 3 esponenti del centro destra che non hanno capito ancora di essere compagni di squadra”.
A mantenere rovente la contesa verbale con il leader di Nusco, gli interventi nel finale di Enzo De Luca prima (“… non rispondo a chi non trasmette segnali di civiltà politica”) e di Giorgio Tonini poi che di Ciriaco De Mita ha parlato come di “… una penosa fase finale di una grande esistenza politica”.

L’esercito dei democratici è sceso ufficialmente sul campo di battaglia, elettorale s’intende, richiamando i propri sostenitori alla coerenza, agguerrito e pronto ad una sfida che si preannuncia combattutissima. E il popolo irpino saprà raccogliere la sfida? (di Antonio Pirolo)

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