Itinerari religiosi in bicicletta, da Montervegine a Pompei: il Parco del Partenio lavora al progetto

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Alfredo Picariello – L’idea è stata rilanciata in un convegno a Marigliano, in provincia di Napoli, utile a gettare la basi per una futura collaborazione con il Parco nazionale del Vesuvio. Francesco Iovino, presidente dell’ente regionale del Parco del Partenio, sta facendo di tutto per far sì che un vecchio progetto possa, finalmente, vedere la luce.

Lo scopo è quello di collegare il Santuario di Montevergine al Santuario di Pompei ed a quello poco distante di Torre Annunziata al fine di configurare un “super distretto turistico”. In sostanza, si vuol creare un percorso ciclopedonale, collegato alla rete di sentieri del Parco Regionale del Partenio, sul versante avellinese, e quella dei sentieri del Parco Regionale del Vesuvio in provincia di Napoli.

Il progetto è stato varato alcuni anni fa dal Parco Regionale del Partenio ed avvalorato da uno studio di fattibilità che intende mettere a frutto il varco della rete ferrata dismessa Torre Annunziata-Cancello. Nascerebbe una vera e propria GreenWay dei Santuari, percorso diretto tra i luoghi della devozione delle più suggestive icone della Mamma Celeste (la Madonna della Neve di Torre Annunziata, la Vergine del Rosario e Mamma Schiavona di Montevergine).

“Ce la metteremo tutta”, dice Iovino. “E’ un progetto molto importante che deve essere realizzato”. Marigliano, intanto, crede fortemente in una possibile sinergia tra il Parco del Partenio e quello del Vesuvio.

“I due parchi formano quasi una cintura che ci tocca su tre lati, sembra un abbraccio”, afferma Antonio Vivenzio, presidente dell’associazione “Periferia”. “La contiguità però non è solo geografica. La storia, la cultura, le tradizioni evidenziano intrecci, assonanze, fatti in comune. Comuni sono le origini contadine; comuni, a partire dai Romani, sono le dominazioni e quindi le testimonianze ancora oggi visibili. Simili sono le tradizioni popolari. Secondo noi queste assonanze, questi “beni” materiali ed immateriali devono diventare patrimonio comune, superando forme di campanilismo, o forme di presunta superiorità, territoriale o culturale che sia, di una comunità sull’altra. Solo mettendo insieme tutte le cose belle di quest’area, parliamo di circa 600.000 abitanti in 50 comuni, parliamo di una estensione di due parchi di oltre 23000 ettari, si può sperare di incidere su un modello di organizzazione sociale ormai superato”.