Isochimica, dopo le morti degli operai Cantelmo chiede il cambio di imputazione in omicidio colposo

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Renato Spiniello – All’indomani della morte del 27° ex operaio della fabbrica dei veleni di Borgo Ferrovia, si è tornati nell’Aula bunker di Poggioreale per una nuova udienza sul processo Isochimica, che vede alla sbarra 27 imputati accusati di omicidio colposo, disastro ambientale e omissione in atti d’ufficio, mentre sono duecento le parti civili.

Il procedimento penale ruota attorno alle malattie legate all’esposizione di amianto, dopo che per anni – come evidenziato dalle testimonianze già ascoltate in Aula – gli operai avevano scoibentato l’amianto delle carrozze a mani nude.

Stamane era in programma l’escussione, da parte del giudice Sonia Matarazzo, dell’avvocato Leonida Gabrieli, in qualità di ex curatore fallimentare della fabbrica, di Biagio De Lisa e Giovanni Rossi, rispettivamente amministratore delegato della Eurokomest srl e della Team Ambiente, due delle ditte incaricate nel corso degli anni della bonifica, e del dottor Luigi Borea, responsabile Unità Operativa Amianto dell’Asl di Avellino.

Tuttavia, proprio alla luce dei recenti decessi di alcuni ex operai dell’opificio di Borgo Ferrovia, il Procuratore capo Rosario Cantelmo ha chiesto di cambiare il capo d’imputazione in omicidio colposo – a seguito delle morti di quegli ex dipendenti costituitisi parte civile e deceduti nel corso del procedimento – nei confronti di alcuni imputati tra funzionari di Ferrovie dello Stato ed ex dirigenti di Isochimica che erano finiti a processo per lesioni personali gravissime.

Si attende ora la notifica dei cambi d’accusa agli imputati, ma la parola d’ordine resta quella di far presto, in modo da poter arrivare entro la fine dell’anno alla pronuncia della sentenza di primo grado.