Is&M – Fim, Fiom e Uilm replicano alla Andaloro e attaccano la Fismic

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Di seguito la nota congiunta di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm in replica alle dichiarazioni dell’ad di Is&M Lucia Andaloro:

Domani 15 Settembre 2015 alle ore 10 presso lo stabilimento della FIM sud di Pianodardine la FIOM la FIM e la UILM hanno indetto uno sciopero con manifestazione per contestare l’atteggiamento delle Società FIM sud e Is&M.

L’amministratore delle due Società non rispettando gli accordi sottoscritti in precedenza con il Sindacato si appresta a licenziare due terzi dei lavoratori presenti in azienda, inoltre non li paga da sei mesi, trattiene le somme sulle buste paga da versare alla previdenza integrativa dei lavoratori ma non le versa al fondo, trattiene le rate dei finanziamenti dei lavoratori dalle buste paga senza versarli alle società finanziarie, non paga i tiket da 24 mesi, non versa le quote sindacali pur trattenendola dalla paga dei lavoratori, non versa i contributi previdenziali, ha accumulato diversi milioni di Euro di debito.

L’amministratore unico Lucia Andaloro non sa di cosa parla quando parla di bisogni dei lavoratori.

Lasciarli senza retribuzione per sei mesi significa privarli dei bisogni primari, difatti alcuni lavoratori nell’ultimo incontro fatto in Confindustria hanno pianto pubblicamente sottolineando come questa grave situazione stia creando una condizione di disagio per i propri figli che non possono aver assicurate le cose necessarie.

Va spiegato all’amministratore delle Società FIM sud e IS&M Andaloro che la mobilità è un ammortizzatore risolutivo, vale a dire che i lavoratori vengono licenziati. Se fino ad ora non è stata in grado di salvaguardare l’occupazione così come si era impegnata a fare, perchè oggi i lavoratori dovrebbero crederle?

I fatti e la condizione dell’azienda, sotto la sua gestione aggravatasi nell’ultimo anno ulteriormente, non lasciano alcuna fiducia.

La strana alleanza determinatasi tra la direzione e la Fismic, immaginando che le questioni poste da FIM FIOM E UILM non esistano, rappresentano l’unico precedente nella storia del sindacalismo irpino di un fenomeno grottesco quanto pericoloso.

Gli elogi fatti a mezzo stampa dalla dottoressa Andaloro nei confronti della Fismic e di Zaolino non ci sorprendono, è raro difatti trovare un sindacato che asseconda in questo modo un’azienda che nega una molteplicità di diritti ai lavoratori scegliendo la strada degli accordi anziché della protesta.

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