Irpinia – Santoro: “Ok alle misure anticrisi, ma serve trasparenza”

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Avellino – E’ un tema vecchio quanto il mondo, anzi, quanto il meridione: quello del ritardo socio-economico. Da sempre al centro del dibattito pubblico, spesso al centro delle attenzioni, almeno verbali, della politica, mai superato: il gap del sud rispetto al resto del paese torna periodicamente tra i fatti importanti dell’informazione. E di questi tempi lo fa con particolare veemenza, visti gli effetti nefandi della crisi anche sull’Irpinia.
A proposito di contesto locale, è dell’ultimo consiglio provinciale la trattazione della materia. La crisi e le sue ripercussioni sulla qualità della vita in provincia sono state oggetto dell’intervento del consigliere provinciale del Centro Sinistra Alternativo, Amalio Santoro. La discussione si è sviluppata su due fronti: da un lato il drammatico scenario generale, con un confronto di fondo sulla povertà, sull’occupazione e sullo stato della crescita economica in provincia – un quadro, inutile dirlo, che non ha certo restituito buoni segnali – dall’altro, più concretamente, su quanto è in potere di essere fatto dall’organismo provinciale per intervenire in aiuto della collettività, quantomeno di quella più svantaggiata.
E proprio in riferimento a quest’ultimo aspetto, ad illustrare le proposte e i contenuti dell’impegno istituzionale, ma anche i limiti, si esprime lo stesso esponente della minoranza, Santoro.

Consigliere, partiamo dall’ultima seduta di Palazzo Caracciolo e dalle decisioni assunte in tema di misure anticrisi.

Focalizzandoci sull’immediato, un primo importante traguardo è stato sicuramente quello dell’apposizione in bilancio, e quindi della loro effettiva materializzazione, dei fondi destinati al contrasto dell’emergenza. Si tratta di quei ‘famosi’ 700mila euro, finalmente disponibili per intervenire sul territorio”.

Le risorse finanziarie dunque ci sono, ma le situazioni critiche, sia dal punto di vista industriale che da quello occupazionale e sociale sono tante, forse troppe, in Provincia. Quali crede debbano essere le priorità operative di Palazzo Caracciolo?

Partiamo da un concetto che ho già espresso nell’ultima assise: se ti avventuri nell’argomento della povertà, è facile perdere il filo di un problema così vasto e complesso. E’ impensabile in questo senso che l’Irpinia possa risollevare le sue sorti da sola, senza l’aiuto regionale prima e governativo poi. Un processo delicato e difficile, quindi, che in questo momento d’empasse deve essere per forza di cose bypassato dalle circostanze. I fatti fanno registrare il preoccupante aumento dei ‘nuovi poveri’, credo che l’intervento provinciale in questo momento debba essere assolutamente mirato prima di tutto verso le fasce più deboli della popolazione, verso le categorie più svantaggiate”.

Scendendo nel dettaglio, il Centro Sinistra Alternativo come crede che si debba sviluppare l’intervento provinciale?

Quando immagino un target di riferimento per la destinazione delle misure anticrisi, non posso non pensare innanzitutto ai disoccupati cronici, a quelli senza alcuna forma di tutela a causa di contratti di lavoro meno garantisti, così come ai tanti cassintegrati d’Irpinia. Circa invece le modalità d’intervento, il CSA ha tracciato alcune proposte, chiedendo innanzitutto un dibattito approfondito sulla questione attraverso un’assise consiliare ad hoc da tenersi il prima possibile, e suggerendo poi una serie di azioni accessorie. Pensiamo alla riduzione di alcune tasse e tariffe provinciali, ma anche alla finanza sociale. La Provincia, grazie al suo ruolo istituzionale, potrebbe incalzare ad esempio le banche sull’ammortizzazione dei mutui contratti dai soggetti interessati, attraverso la sigla di uno speciale protocollo d’intesa. Poi c’è il discorso sulla formazione, l’accessibilità ai master, il prestito d’onore: una serie di strumenti utili a fornire un concreto supporto alle famiglie”.

L’attenzione della Provincia al problema povertà è una vittoria del suo partito?

La questione è molto seria e non può essere ignorata. Credo il vero risultato raggiunto dal CSA sia quello di averlo fatto comprendere anche all’amministrazione Sibilia. Leggendo infatti le linee programmatiche del neo-eletto presidente, l’Irpinia appariva come un contesto fortemente competitivo. Ora invece pare finalmente si sia fatta strada la consapevolezza che purtroppo non è così, con la crisi che attanaglia indistintamente tutto il tessuto produttivo, dalla grande industria a quella piccola, dall’artigianato all’agricoltura. Questa avvenuta presa di coscienza è importante, ora però dovrà essere seguita da un serio modus operandi”.

Si spieghi meglio.

Mi riferisco a due aspetti che ritengo fondamentali: la trasparenza e la vigilanza sulle misure anticrisi. Il fatto che l’assessore Solimine abbia annunciato nella scorsa seduta che organismo centrale delle proposte di utilizzo dei fondi potrebbe essere il tavolo interistituzionale con i sindacati, per quanto le OO.SS. siano attori indispensabili in materia, non va bene, perché priva il consiglio e le commissioni di riferimento di un dibattito condiviso e trasparente sul cosa va fatto e sul come va fatto. Il problema, come detto, è enorme, se la politica vuole impegnarsi concretamente non può prescindere dalla massima attenzione e vigilanza, partendo proprio dalla limpidezza del suo agire”. (di Eddy Tarantino)

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