Avellino – La crisi dei mercati finanziari e la nuova recessione economica, con le conseguenti ripercussioni sull’industria e sui consumi. Il cambio al vertice governativo e l’avvento della nuova stagione politica. I temi caldi e persistenti del precariato, dei contratti e della sicurezza del lavoro. Le disarmonie affiorate nella ‘triplice’. Sono solo alcune chiavi di lettura per il concludendo 2008 dell’economia e del sistema-paese in generale. Un anno importante per il sindacato e per la Cgil nello specifico, che in Irpinia ha visto proprio a metà percorso (lo scorso 24 giugno) l’avvicendamento alla massima carica tra Ruggiero Cutillo e Vincenzo Petruzziello. E proprio sul territorio provinciale la Cgil ha dovuto fare i conti – come se non bastassero le grandi questioni globali e nazionali – anche con le ataviche patologie di una terra perennemente alla ricerca di quel miraggio che sembra il rilancio economico. Infine il 2009, la nuova pagina che si apre tra preoccupazioni e prospettive ma anche aspettative e proposte, come spiega il segretario provinciale della Cgil Petruzziello nel suo bilancio di fine anno.
BOLLETTINO DI GUERRA – E’ quello che registra il fronte occupazionale in Irpinia. Un esercito di disoccupati che si è incrementato vertiginosamente soprattutto nell’ultimo quadrimestre. ”Tra cassaintegrati e chi ha perso il lavoro, le cifre – commenta Petruzziello – parlano di una disoccupazione salita a 50mila unità. Se a questo aggiungiamo i 20mila precari, il bilancio che ne risulta è evidentemente negativo. E in tanti, dalla scuola al pubblico impiego, al metalmeccanico, sembrano davvero senza alcuna prospettiva per l’immediato futuro”. Ancora nubi sul mondo del lavoro quindi, per quella che viene definita una “situazione drammatica”, ulteriormente aggravata dal trend negativo del settore industriale.
CHI SCENDE – E proprio in ottica produttiva è sintomatica per Petruzziello la crisi dell’edilizia. “La riduzione di occupati che accusa un comparto come questo che, per quanto stagionale, è sempre stato in salute in Irpinia, non è solo un simbolo ma anche il motore di una più ampia spirale – spiega – che rischia di coinvolgere tutte le attività produttive correlate, con una drastica riduzione di commesse e conseguenti contraccolpi sulla gestione aziendale”. Ma non è solo l’edilizia a boccheggiare. La tendenza negativa per la Cgil di Avellino è diffusa, e va dalla concia all’agroalimentare, dal tessile al pubblico impiego. “Uno status quo solo in parte congiunturale – sottolinea Petruzziello – e che è legato anche alle dinamiche di politica economica volute dal governo in carica, assolutamente contestate dal nostro sindacato”.
LE ISTANZE – “Detassare la 13esima nel pubblico impiego avrebbe potuto innescare un circolo virtuoso con un’immediata reimmissione di liquidità sul mercato, di cui avrebbero beneficiato i consumi – reclama il segretario provinciale – Così come molto di più si sarebbe dovuto fare in sede di rinnovo dei contratti, sia nel pubblico impiego che nella scuola”. Sono punte di un iceberg, quello del dissenso della Cgil verso le decisioni del governo Berlusconi e al quale vanno incorporate “solite ma non meno fondamentali questioni – aggiunge – come quella del precariato, per cui non è stato prodotto praticamente niente”.
CHI SALE – Non solo ombre nell’economia irpina. Petruzziello individua l’eccellenza nella bioedilizia, nell’ICT (Information and Communication Technology), nel terziario avanzato e nella logistica (nel medio-lungo periodo). “Eccellenza – afferma – che deve trasformarsi in punto di forza nel 2009”. E su questo assunto si costruisce la ricetta del rilancio dell’organismo. Ma di condizioni, per il buon esito della proposta, ce ne sono più di una. E partono da una considerazione, come precisa il numero uno della locale Cgil: “L’Irpinia, l’Italia, non possono competere sui prezzi nei mercati globali della produzione tradizionale – avverte – Troppo forte è la concorrenza in questo campo di paesi emergenti come la Cina o l’India. Ecco perché bisogna puntare sull’eccellenza e su una riconversione industriale che crei i presupposti per l’ingresso nei mercati emergenti, in particolare quelli di nicchia e di maggior valore aggiunto. Una riconversione – precisa – che salvaguardi in ogni caso il consolidato, come ad esempio la Fma, ma che anzi possa investire qui in Irpinia anche contesti già ben radicati come quello di Pratola Serra”. Puntare a una produzione di qualità è la via per Petruzziello, con il supporto però anche della politica e dell’accesso al credito.
POLITICA E POLITICHE – Nel primo caso l’attenzione si focalizza in particolare sulla fine dell’era De Simone a Palazzo Caracciolo. “Una sciagura – dichiara il segretario provinciale – che ha letteralmente mortificato l’accesso ai fondi strutturali 2007/2013 per l’Irpinia”. Un treno perso insomma che va immediatamente rincorso. “Il 2009 – sottolinea – ci consegnerà l’appuntamento elettorale. Sarà un momento cruciale, ma a quanto pare – polemizza – piuttosto che parlare di programmi, la politica locale preferisce ancora soffermarsi su cambi di casacche e alleanze”.
Il CICLONE FINANZIARIO – Nel secondo caso assume vitale importanza per la Cgil il recupero del rapporto tra imprenditori e banche. “Quell’accesso al credito – avverte – che è storicamente sofferente in Irpinia, soprattutto per le piccole imprese, e che con la crisi finanziaria si è ulteriormente complicato. Senza ossigeno monetario – incalza – è impossibile garantire la sopravvivenza alle imprese”. E non può consolare il fatto che i problemi delle banche abbiano radici geograficamente lontane. Il ciclone finanziario per Petruzziello ha avuto effetti più devastanti della recessione del 29, “considerando i diversi momenti storici. Siamo stati investiti da una tormenta – ammette – che ci ha trovato tutti impreparati”.
DIVERGENZE TRA SIGLE – Forse non sarà corretto parlare di tormenta ma sicuramente questo 2008 ha riconsegnato qualche crepa anche tra le posizioni dei sindacati. Sia il piano nazionale che quello locale l’hanno confermato. Così si esprime in merito Petruzziello: “I rapporti con Cisl e Uil restano ottimi – precisa – tuttavia dopo il 12 dicembre (sciopero generale, ndr) abbiamo dovuto constatare che pur nella condivisione del 90 per cento delle questioni, gli altri hanno preferito fare il gioco del governo nella speranza di isolare la Cgil. Il beneficio che hanno ottenuto? Nessuno…”.
GLI ‘AFFARI’ DI FAMIGLIA – E tra i mille temi, più o meno caldi, ce n’è uno più ‘intimo’ per la Cgil. Quello che si chiude in provincia è infatti il primo semestre con Petruzziello alla guida del sindacato di Epifani. Con quale retaggio? “Abbiamo riorganizzato l’organismo sul territorio, dando nuovo slancio alle sedi periferiche – informa – Il nostro impegno non può più limitarsi alla difesa del posto di lavoro, sarebbe riduttivo. Oggi il sindacato è ‘servizio’, è assistenza, di natura fiscale, sociale, di indirizzo, ed è essere presenti sulle questioni del territorio. Ed è su questa scorta che bisogna guardare al futuro”.
IL 2009 – “Ci metteremo subito al lavoro”: così presenta il nuovo anno il segretario provinciale. Ed il lavoro, ne siamo certi, non mancherà. “Le priorità – spiega – sono nella sollecitazione del confronto attraverso tavoli istituzionali con gli enti, partendo dal Comune di Avellino, passando per la Provincia, ed arrivando alla Regione”. Nel mirino della Cgil ci sono il piano strategico e la programmazione per l’accesso ai fondi comunitari, ma anche le vertenze calde dei vari settori irpini e, sul piano regionale, tempi, modi e dinamiche per le progettualità relative alle aree interne. E poi i “temi di sempre”: morti bianche, legalità, il rilancio della costruzione di infrastrutture materiali e immateriali per l’Irpinia. Tanta ‘carne sul fuoco’, insomma, per una certezza: se quello che si chiude è stato un anno difficile, quello che si apre non appare meno intenso. (di Eddy Tarantino)
