Irisbus, riassorbiti i 300 operai. De Vincenti: “Al via polo unico”

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Avellino – Il tavolo convocato al Mise a Roma sul futuro dell’ex Irisbus e delle circa 300 tute blu di Flumeri si è chiuso con la promessa del viceministro Claudio De Vincenti del passaggio di tutti gli operai irpini nella costituenda società Industria Italiana Autobus, grazie all’applicazione dell’ articolo 47, per cessazione di ramo d’azienda.
Cnh Industrial, a Roma con tutte le sigle sindacali e i rappresentanti di fabbrica, avvierà comunque da domani la procedura di mobilità, passaggio dovuto, salvo poi ritirarla alla nascita della newco. Il tutto entro fine anno.
Contraria all’ipotesi solo la FIOM Cgil.

Dunque entro la fine del mese di ottobre sarà formalmente costituita I.I.A. (Industria Italiana Autobus) che poi, entro il 31 dicembre- attraverso l’acquisizione del ramo d’azienda- rileverà il sito IRISBUS di Flumeri (Avellino) dove, a partire dal primo gennaio, cominceranno gradualmente a rientrare tutti i 300 dipendenti.

“Si concretizza così il futuro di un sito industriale chiuso da quattro anni e, insieme, si compie il primo passo per dare al Paese un vero e proprio polo industriale dell’autobus”, cita una nota del Dicastero di via Molise.

Aria di soddisfazione, oggi, al Mise, per la generale convergenza (aziende impegnate nel progetto, King Long Italia e CNH Industrial, Istituzioni territoriali, sindacati) sul verbale d’incontro che fissa una tempistica ben precisa per la ripartenza dello stabilimento e soprattutto mette nero su bianco intanto la prospettiva occupazionale per gli addetti diretti e, in seguito, anche per quelli dell’indotto. Il documento ora verrà sottoposto alla valutazione dei lavoratori interessati.

“Quello di oggi- ha detto il Vice Ministro allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti che ha presieduto la riunione del Tavolo- e’ un passo di grande rilievo. Il sito di Flumeri riparte, nel quadro di una politica industriale che punta non solo a ricreare le condizioni per una attivita’ produttiva in un’area duramente colpita dalla crisi, ma anche, strategicamente, a gettare le basi di un’azienda del trasporto pubblico su gomma di cui l’Italia deve quanto prima dotarsi”.

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