Investimenti finanziari: con la febbre da trading è boom per le piattaforme

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Negli ultimi anni il fenomeno del trading online è letteralmente esploso. In un passato non troppo lontano le discipline finanziarie arano a stretto appannaggio di pochi professionisti del settore. Oggi invece le negoziazioni digitali sono più democratiche che mai: coinvolgono utenti con esperienza pluriennale, ma anche semplici appassionati desiderosi di mettersi alla prova. Non a caso, il numero complessivo di trader, in Italia e nel mondo, continua a crescere in maniera esponenziale. Basti pensare che, tra il 2019 e il 2021, gli investitori del nostro Bel Paese pare siano cresciuti di oltre il 70%: si è infatti passati da 3,6 milioni a ben 6,3 milioni di iscritti presso broker autorizzati, ovvero in possesso di tutte le certificazioni rilasciate dagli organi di competenza.

A questo proposito, per individuare l’intermediario migliore con cui operare può essere utile consultare la guida alle piattaforme trading realizzata dagli esperti di Piattaformetrading.it, sito specializzato nel settore dove trovare contenuti sempre aggiornati.

Broker e piattaforme di trading

 

Per potere entrare nel merito dei criteri che possono aiutare a scegliere una piattaforma di trading piuttosto che un’altra, occorre partire dalle basi. Questo vuol dire fare un piccolo passo indietro e iniziare innanzitutto a stabilire cosa sia effettivamente un broker. Fino a qualche tempo fa infatti la parola “broker” non veniva usata per parlare di portali: veniva usata per parlare di persone in carne ed ossa. I broker infatti erano dei professionisti della Finanza, che raccoglievano informazioni e che proponevano affari selezionati al proprio parco clienti. Oggi invece i broker online sono dei luoghi telematici: siti, piattaforme, ma anche app mobile.

Il loro ruolo resta comunque quello dell’intermediario finanziario, considerato che permettono al trader di accedere a Borse e strumenti finanziari differenti. Il primo elemento da considerare per scegliere una piattaforma di trading è dunque la sua personalissima offerta: la quantità di asset e di mercati a cui permette di accedere dopo l’iscrizione. Esistono però tanti altri aspetti da tenere in considerazione: aspetti che, in certi casi, rendono un broker addirittura unico nel suo genere. Si pensi, in tal senso, alle condizioni di utilizzo, ma anche alle modalità operative.

Quali broker scegliere?

 

Quando si parla di condizioni di utilizzo si fa riferimento a un grandissimo ventaglio di possibilità. Alcuni broker propongono Spreads molto bassi, mentre altri consentono di effettuare operazioni a zero commissioni. E, ancora, alcune piattaforme puntano sul garantire operatività lasciando un deposito minimo irrisorio. Un trader deve tenere conto di questi aspetti e scegliere il broker più in linea con le proprie esigenze.

Per quanto riguarda le modalità operative, ci sono siti che permettono di fare pratica con il “Conto Demo”: una sorta di simulazione di trading online, pensata per aiutare i meno esperti a entrare in confidenza con le diverse operazioni disponibili (senza rischiare di perdere denaro). Altri broker invece puntano sul Social Trading: una modalità di investimento all’insegna del libero scambio di informazioni tra utenti. Per non parlare poi delle diverse sfumature di Trading Automatico: una modalità che permette a un trader di effettuare investimenti automatizzati grazie ad algoritmi specifici. In certi casi il trading algoritmico deve essere in qualche modo “settato”, magari traendo spunto e dati dalle previsioni finanziarie. In altri invece è addirittura possibile agganciarsi a uno o più profili esterni, copiando automaticamente tutte le sue/loro operazioni con il più semplice dei “click”.