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Ci sono delle differenze di impostazioni anche abbastanza forti perché il documento pur condiviso, si tenta di sfumarlo”. E non va bene. “Non siamo portatori di sogni”.
“Ha sbagliato chi voleva sottovalutare. Rimane la difficoltà: non si possono fare riunioni in questo modo (l’ultima in ordine di tempo, quella di questa mattina, ndr), né io sono la balia asciutta”.
Cosa non va?
“E’ la preparazione dei documenti che deve cambiare segno. Non posso chiedere ad un consigliere di votare il Mercatone quando il consigliere non ha espresso la sua opinione e nemmeno è informato sui fatti”. In tre parole: “regna la confusione. Siamo d’accordo sull’analisi. Ma rimane la differenza sostanziale. La Giunta sta estrapolando il resto. Quando un consigliere non partecipa è evidente che ci sia un abbassamento del confronto morale. I consiglieri debbono essere informati su tutto”. Insomma nessuna pretesa se non quella di non fare voli pindarici, ma guardare alla realtà delle cose.
“Non c’è uno strappo: solamente dopo 15 mesi c’è la necessità di ragionare in proprio, se si hanno le capacità e questo abbisogna di una modifica dei comportamenti che si sono tenuti fino ad oggi. Non ci si può accapigliare su project financing sì, project financing no. Abbiamo seguito un metodo: non a caso sul Puc si ragiona, non sognando ma guardando le cose come stanno. Come si fa a parlare del Mercatone e del suo futuro quando è stato messo in vendita. Allora, lo togliessero dalla vendita, altrimenti di cosa parliamo”. Intanto continua il via vai continuo tra la sede del Fiorellino e la sede di via Carlo Del Balzo. Adiglietti è pronto con la sua bozza. La confronta con i suoi e lascia il tempo agli altri di fare lo stesso. E’ tarda serata e il confronto continua… (di Teresa Lombardo)