Insegnare la matematica giocando: il metodo del Prof. Trombetti

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Avellino – Suscitare l’interesse degli studenti con un approccio metodologico scientifico che stuzzichi la loro curiosità. E’ questa la formula vincente che il Professor Guido Trombetti, Rettore dell’Università degli studi di Napoli Federico II, ha presentato in occasione dell’incontro che si è tenuto oggi presso l’aula Magna dell’Istituto agrario di Avellino per esporre una relazione sui “giochi matematici”. Il professor Trombetti è una figura insolita per il mondo matematico che negli ultimi anni ha divulgato l’idea dello scienziato solo e triste che vive ai margini del modo perchè ritiene le scienze matematiche qualcosa di talmente aulico da dover rimanere ben lontano dai comuni mortali. Il Rettore si è infatti presentato come un uomo che vuole divulgare la matematica in modo semplice e chiaro, ma soprattutto divertente:“C’è una crisi di vocazione nei confronti della matematica – ha esordito – Parte della responsabilità va attribuita ai Professori di matematica che hanno contribuito a creare uno stereotipo dello scienziato serio, solo e triste e hanno reso la matematica una scienza che deve rimanere al di sopra e lontana dal mondo. In realtà con la matematica è possibile e si deve giocare”. Fin dai tempi antichi la matematica è stata uno strumento ludico, lo testimoniano reperti dell’antico Egitto come il Papiro di Rhind (1650 a. C.), ma anche testimonianze che ci sono pervenute dall’antica Grecia e dal modo indiano. Tutt’oggi il calcolo delle probabilità, prettamente matematico, è utilizzato dai grandi e piccoli giocatori d’azzardo. “Dal momento che molti giochi sono strategici – spiega Trombetti – hanno molto a che fare con il calcolo delle probabilità. Un terreno scivoloso dove noi matematici dobbiamo obbligatoriamente intervenire per costruirci sopra un castello teorico”. Per spiegare la teoria delle probabilità il Professore ha pensato bene di tirare in ballo la cultura cinematografica, prendendo in esame il leggendario film di Sergio Leone: “Il Buono, il Brutto e il Cattivo”. Se per esempio i primi due pistoleri sono tiratori infallibili e il cattivo invece è preciso una volta su due, alternado di volta in volta chi spara per prima e costruendo tutti gli eventi possibili, ne consegue un paradosso: quello che ha più probabilità di vincere è colui che spara peggio. Quindi per sopravvivere il Buono e il Brutto devono calcolare le loro probabilità di vittoria, accordarsi e fare quello che gli economisti chiamano il “cartello”. Questo ragionamento ha permesso al matematico statunitense, John Nash, la formulazione della teoria dell’Equilibrio economico che gli è valso il premio Nobel per l’Economia. Rimanendo in tema di probabilità, se la matematica fosse insegnata secondo il metodo Trombetti, la probabilità che sempre più giovani scelgano all’università facoltà scientifiche crescerebbe vertiginosamente!

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