Inquinamento Valle del Sabato: sit-in in Prefettura. Mazza: “Mo’ Basta, intervenga la Regione”

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Si è aperto con un sit-in di protesta da parte dei cittadini della Valle del Sabato, il vertice in Prefettura che ha visto la partecipazione del presidente dell’associazione “Salviamo la nostra Valle del Sabato, Salviamo la nostra vita”, dott. Franco Mazza. Finalmente dopo mesi di proteste e iniziative, il movimento, stanco di assistere all’immobilismo del tavolo dei sindaci della zona, è riuscito ad ottenere un incontro con il prefetto Carlo Sessa.

Il tema è sempre la questione ambientale che attanaglia l’area di Pianodardine e non solo: un tasso di mortalità altissimo e il maleodorante odore con il quale gli abitanti della valle, un tempo salubre, sono costretti a convivere. Al grido di “Mo’ Basta” e con tanto di cartelloni alla mano, un folto gruppo ha accompagnato il faccia a faccia tra il dottor Mazza e il prefetto. Sul tavolo un dossier dettagliato che fotografa la situazione tra inquinamento e morti sospette e che chiede a gran voce di andare oltre il capoluogo fino all’intervento della Regione Campania.

“Il prefetto è rimasto impressionato dal dossier presentatogli – dichiara al termine dell’incontro il principale fautore di questa mobilitazione popolare – Sicuramente è stato un modo per ricucire i rapporti con le autorità anche se abbiamo ribadito la nostra volontà di non sederci a nessun tavolo tecnico, per questo siamo qui da soli. Con Sessa ci siamo spiegati le nostre ragioni reciproche e si è assunto l’impegno di accelerare i tempi dell’indagine epidemiologica che dovrà fare l’Asl come approfondimento sullo stato di salute della valle.

Altro impegno assunto – continua Mazza – sarà quello di operare al fine di consentire un monitoraggio continuo della zona, rivolgendosi anche alla Regione Campania, in quanto l’impegno dei sindaci non è sufficiente. L’università Federico II di Napoli ha già effettuato uno studio approfondito dal quale si può partire”.

In fase di redazione anche un fascicolo dettagliato sui dati della mortalità: “Ci stiamo lavorando, ma ci sono aspetti riguardanti la privacy che dobbiamo prima superare. Il nostro interesse è quello di fornire alcuni esempi, poi toccherà al prefetto coinvolgere i medici di base”.

Incontro sicuramente positivo dunque: “C’è stata un’apertura nei nostri confronti e questo ci fa piacere – chiosa il dottor Mazza – Noi come associazione continueremo a fare sensibilizzazione e movimentazione in prima linea e autonomamente. Il prossimo appuntamento è ad Atripalda, domenica 16 ottobre, per illustrare in una pubblica assemblea quali sono i rilievi ambientali effettuati negli scorsi anni e come opera il movimento”.