Sono iniziati i lavori di messa in sicurezza del silos e le operazioni di incapsulamento dei tetti della Isochimica di Borgo Ferrovia per scongiurare, finalmente, il rischio che l’amianto disperso dalla ex azienda che decoibentava i vagoni ferroviari continui a fare danni gravissimi. L’Università Federico II di Napoli, intanto, ha installato 4 centraline mobili a ridosso della struttura del dismesso stabilimento per lo screening dell’aria per la verifica della quantità di eventuali fibre di amianto.
Redazione Irpinia
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