Influenza 2016: colpiti 2,6 milioni di italiani. Raggiunto il picco, virus meno aggressivo

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L’incidenza durante l’inverno 2016 è stata decisamente inferiore rispetto alle precedenti annate, anche per il fattore climatico che, a eccezione di alcune brevi ondate di maltempo, si è rivelato molto mite e piuttosto costante.

Così l’influenza ha raggiunto il suo picco ma il virus sta già rallentando la sua corsa e la curva epidemica della sindrome influenzale ha iniziato il suo declino.

Fino a ora l’influenza ha fatto registrare 2 milioni e 613mila casi in tutt’Italia ma, dalle più recenti rilevazioni, si evidenziano numeri in diminuzione (342.000 contagiati rispetto ai 366.600 del precedente monitoraggio, con un’incidenza uguale a 5,7 casi per mille abitanti – mentre nella settimana precedente era di 6,04 per mille). Dati scaturiti dalle analisi della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), che evidenziano inoltre quanto il virus quest’anno sia stato meno aggressivo del solito.

In evidente calo, infatti, anche le visite domiciliari, i ricoveri ospedalieri collegati a patologie influenzali e le prescrizioni di giorni di malattia. A denotare, al contrario, un leggero aumento è il numero delle persone colpite da malattie respiratorie di tipo acuto (199.800 italiani, pari a 3,3 casi ogni mille abitanti).

Nell’ultima rilevazione le regioni a maggior incidenza sono state Marche, Trentino, Piemonte (rispettivamente con 15.76, 11.78 e 9.95 casi per 1000 abitanti), quelle che hanno fatto registrare il minor numero di diagnosi sono state invece Sicilia, Molise e Sardegna.

Tra i consigli degli esperti, quello di non assumere antibiotici se non sotto stretto consiglio medico, in quanto inefficaci sui virus, non solo influenzali ma anche di tipo respiratorio. Praticare un uso indiscriminato di questi farmaci, inoltre, contribuirebbe a diminuire la loro efficacia generale, accrescendo il rischio di resistenze nei loro confronti da parte dei batteri.

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