Indennità: D’Amelio, Foglia, Nappi, Ruggiero, Zecchino dicono che…

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Napoli – Il presidente del Consiglio regionale, Paolo Romano, lo aveva già annunciato poche ore dopo il suo insediamento. La Campania sta fronteggiando una drammatica crisi economica e la politica deve fare dunque la sua parte. Occorrono segnali forti. Ecco perché l’ufficio di presidenza della Regione è al lavoro per giungere alla riduzione delle indennità dei componenti del parlamento regionale.
Si pensa ad un taglio del 10% degli stipendi dei consiglieri cioè un risparmio di circa mille euro al mese ciascuno che, moltiplicati per 60 consiglieri, diventano 60mila euro al mese e 720mila euro all’anno.

Quanto guadagnano gli eletti in Regione? Ecco uno schema sintetico:
Presidente della giunta regionale 12.500 euro
Assessore della giunta regionale 11.200 euro
Presidente di commissione 12.200 euro
Consigliere regionale 10.976 euro
Indennità dopo 5 anni di mandato 45.500 euro
Indennità dopo 10 anni di mandato 93.000 euro
Indennità dopo 15 anni di mandato 140.000 euro

Pensione: a 60 anni e cinque di mandato
Entità minima della pensione: 3.000 euro
Entità massima della pensione: 7.000 euro

Un consigliere regionale percepisce in media una cifra di 10.976 euro al mese, che sala 12mila e 200 per i consiglieri-presidenti di commissioni. E’ opportuno ricordare che le indennità dei consiglieri regionali vengono determinati proprio dal parlamentino con apposita legge. Sotto questo punto di vista le Regioni godono di piena autonomia e possono decidere come e quando modificare gli emolumenti dei propri rappresentanti.

Fin qui la proposta e i numeri. Ma cosa ne pensano i consiglieri eletti in Irpinia?

D’AMELIO (PD) – “Sono d’accordo: la politica deve fare la sua parte – ricorda Rosetta D’Amelio del Pd che però ammonisce – E’ bene però ricordare che con questa legislatura è già stata tagliata l’indennità di viaggio per i consiglieri, proposta che però è venuta dai colleghi napoletani. Certo, bisogna attuare il taglio ma come gesto simbolico, perché non sarà di certo questo che andrà ad incidere sul bilancio dell’Ente”.
“Vorrei però che mi spiegassero perché si è derogato allo Statuto regionale per la composizione dei gruppi consiliari, come per SeL, Udeur e Noi Sud: pur non raggiungendo il numero di 3 unità, è stato concesso che si venissero a creare nuovi gruppi con relative spese, auto blu e nuove risorse”.

FOGLIA (UDC) – Così Pietro Foglia, consigliere in quota UdC: “Sono d’accordo ma siamo sempre sul piano delle proposte demagogiche che ad intervalli di tempo regolari ritornano alla ribalta della cronaca. Speriamo che il presidente Romano provveda a tagliare anche tutti gli sprechi nell’organizzazione del suo ufficio. Piuttosto sarebbe utile guardare anche alle tante auto blu che circolano in città e alle miriade di società partecipate e interamente regionali che non lavorano”.

NAPPI (NOI SUD) – “La politica ha certamente i suoi costi – ha spiegato Sergio Nappi, capogruppo di Noi Sud – Detto questo, se vogliamo lanciare un segnale di calmierazione delle spese non sarò certo io a tirarmi indietro. Ma bisogna pensare di incidere complessivamente sui costi della politica. Parlare solo di cifre è inutile, va individuato piuttosto un metodo, evitando tuttavia di fare largo a chi vede la politica solo a livello imprenditoriale. Credo siano comunque discorsi di carattere strumentale e demagogico. Per assurdo si può pensare anche di annullare le indennità ma bisogna decidere, a questo punto, se la politica è appannaggio di tutti o meno”.

RUGGIERO (PDL) – Così il consigliere del PdL e presidente della VI commissione Antonia Ruggiero: “Credo che il taglio del 10% rappresenti un gesto simbolico anche perché i problemi della Campania sono certamente altri. L’economia della Regione non si risolleva attuando soltanto il taglio alle indennità dei consiglieri, poiché è noto questo inciderà in minima parte sul bilancio generale”.
“Dal punto di vista mediatico l’impatto risulta forte, soprattutto se si parla di tagli alla politica. Ma gli sprechi vanno visti in altre direzioni. Se proprio volevamo dare un taglio corposo alle spese bastava già individuare i consiglieri con funzioni di assessori, perché con la nomina degli esterni abbiamo aumentato la spesa”.

ZECCHINO (ADC) – Ed infine, il commento di Ettore Zecchino dell’AdC: “Se i gesti concreti come la riduzione dei costi della politica regionale contribuiscono a dare il senso di una reale condivisione dei problemi collettivi, allora ben vengano. Naturalmente oltre ai tagli, resta l’impegno quotidiano da parte nostra a cercare le soluzioni di sistema”.

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