Incontro De Mita – Bobba. Il leader: “Qualche ds ora dovrà votarmi”

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Sant’Angelo dei Lombardi -(di Antonio Porcelli)Un convegno atteso, di transizione verso la nuova formula della politica che deve fare i conti con le reali istanze provenienti dal basso: quelle della quotidianità e della normalità della vita. A Sant’ Angelo dei Lombardi, davanti ad una folta platea di convenuti, Ciriaco De Mita, leader della Margherita e Luigi Bobba Presidente nazionale Acli hanno dibattuto sulla transizione infinita: verso le elezioni politiche del 2006. Un dibattito ben moderato dal giornalista Aldo Balestra e che ha offerto interessanti spunti per il cammino politico che la nostra società si appresta ad affrontare per le elezioni di aprile. Dopo i saluti del primo cittadino del comune altirpino Antonio Petito, che ha evidenziato le difficoltà dei piccoli comuni di fronte ai tagli della Finanziaria, di Tiziana Cipriano del circolo Acli, di Rosanna Repole organizzatrice dell’evento e di Gerardo Salvatore e Eleonora Cavallaro, Presidente Provinciale e Regionale Acli, il confronto è toccato ai due protagonisti. Ha iniziato Bobba, evidenziando i paradossi della società: la politica intesa come il “regno del Male”, l’associazionismo come “il trionfo del bene”. Il distacco della società civile dalle cose romane, per il presidente Acli, deve essere superato dal protagonismo e dalle intelligenti iniziative dell’associazionismo. Il dito nell’occhio di Bobba, ha riguardato il giudizio negativo sull’economia italiana a confronto con la dinamica degli altri Stati: “Siamo il Tirolo dell’economia globale per gli errori strutturali che hanno aumentato la povertà sempre più concentrata nelle famiglie numerose , negli anziani soli e nella realtà meridionale”. Per Bobba, occorre un soprassalto della politica che caratterizza l’Italia come un paese, che purtroppo guarda indietro…” Dopo il sociale, la politica. De Mita ha subito innestato la marcia con un discorso per schemi ma articolato su misura per le attese dei tanti presenti, che per la cronaca era un mix di aclisti e dirigenti del fiorellino, con la “sorpresa” Chieffo, la partecipazione di Giovanni Romano, Alfredo Cucciniello,Foglia, Maselli, Capaldo, tanti sindaci, Sena, D’Amelio, Sicuranza e tanti(finalmente, osserviamo noi) giovani. Il leader della Margherita ha espresso giudizi negativi sull’immagine offerta dalla crisi italiana per l’incapacità della politica nel dare risposte. Il conflitto tra la politica e l’opinione pubblica, avvantaggia solo la seconda che “è davanti, ed anticipa le proposte”. “Non siamo né i fattucchieri, né i medici del miracolo- ha esordito De Mita- ma occorre essere concreti ed attenti. “ Occorre consolidare e ravvivare la domanda di partecipazione della gente, oggi più esigente di ieri con la risposta positiva del cambiamento senza alterare gli eventi e senza…imposizioni alle persone di credere attraverso le norme”. Il giudizio estremamente negativo ha chiaramente riguardato la maggioranza di Governo, che “sopravvive attraverso un patto scellerato, anzi, ha affermato De Mita, facile ad utilizzare le Istituzioni nel dare risposte “personali” e non collettive. Nel ragionamento, è emersa la fiducia sul risultato positivo del centrosinistra alle politiche 2006, ma “ dopo aver vinto, ci saranno i problemi”. La riflessione, ha riguardato anche la “crisi di adattamento” alla nuova riforma elettorale (che non va sottovalutata), il successo delle Primarie (primo segnale a Berlusconi che perde) e il cambiamento in positivo della Margherita (più attenta alla partecipazione e alle nuove sollecitazioni dell’aggregazione). E poi, la battuta che ha strappato applausi alla platea, quando riferendosi al dilemma partito unico o liste autonome federate, De Mita si è così espresso: “Sono per l’identità di un partito, e ho avuto tante dispute con i diesse irpini. Ma il colmo, con il nuovo sistema, è che qualcuno dei ds dovrà anche votarmi. Mancino invece, che non si è mai inimicato nessuno, non può avere i voti della Quercia…” Infine, “noi della Margherita abbiamo le idee chiare: faremo una lista unitaria alla Camera. Al Senato, invece, si studierà regione per regione. Per i meccanismi della Legge, “è difficile andare in Sicilia, come in Emilia…” Un buon convegno, dinamico, estremamente attuale e di richiamo: ancora una volta De Mita non ha deluso, come Bobba che ha saputo ben “posizionare” l’Acli nel difficile dibattito politico e sociale dei tempi attuali.

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