Incompatibilità e nuova giunta: iter lento a Palazzo Santa Lucia

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Ultimo tra tutti i nuovi consigli eletti nella tornata elettorale del 28 e 29 marzo si è riunito solo oggi il nuovo consiglio regionale di Palazzo Santa Lucia, per la proclamazione ufficiale degli eletti. È infatti giunto al capolinea il lungo e complesso lavoro di verifica compiuto dall’ufficio centrale regionale presso la Corte d’Appello. A partire da oggi, il consigliere anziano Luca Colasanto (Pdl) avrà a disposizione venti giorni per convocare la prima seduta. In occasione dell’insediamento del Consiglio, il governatore avrà dieci giorni di tempo per la presentazione della nuova giunta.

Il perché del ritardo – Quattro settimane di fuoco per la Corte d’Appello che ha avuto il compito di verificare i nominati tra i quali ben 12 consiglieri su 61 sono risultati incompatibili in seguito alla verifica a causa del doppio incarico. Gli incompatibili con ogni probabilità avranno tempo fino a settembre per effettuare una scelta.
La situazione investe, tanto per cominciare, il capogruppo di opposizione e sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Non ne sono poi risparmiati il ministro Mara Carfagna – che tuttavia ha già fatto sapere che resterà ovviamente ministro – e Alessandra Mussolini, che potrebbe lasciare il consiglio di Palazzo Santa Lucia. Tra gli altri il sindaco di Pagani Alberico Gambino, il vicesindaco di Pellezzano Eva Longo, Sergio Nappi, sindaco di Monteforte Irpino, il sindaco di Santa Marina Giovanni Fortunato, Pasquale De Lucia, sindaco di San Felice a Castello, Raffaele Topo sindaco di Villaricca, Luigi Cobellis, sindaco di Vallo della Lucania, Enrico Fabozzi, sindaco di Villa Literno e, infine, lo stesso governatore Stefano Caldoro che dovrà dimettersi da parlamentare, ruolo che riveste dal 2008.
Per quanto riguarda il presidente della giunta però l’incompatibilità segue un percorso diverso: entro 30 giorni dalla proclamazione, infatti, il neogovernatore dovrà scrivere al presidente della Camera Fini avviando, di fatto, l’iter che lo porterà a lasciare Montecitorio.

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