Incidenti inventati e certificati medici falsi: 53 indagati per le frodi assicurative

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VALLO LAURO- Cinquantatre’ indagati a vario titolo per fraudolento danneggiamento dei beni assicurati (frode assicurativa), falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, favoreggiamento, falsa testimonianza, falso materiale in certificazione amministrativa commessa da privato per i falsi incidenti organizzati nel Vallo di Lauro scoperti da un’inchiesta della Procura della Repubblica di Avellino e del Commissariato di Polizia, agli ordini del vicequestore Elio Iannuzzi e già approdati nell’autunno scorso all’esecuzione di tre misure cautelari agli arresti domiciliari firmate dal Gip del Tribunale di Avellino Mauro Tringali nei confronti dei presunti promotori dell’associazione finalizzata ai falsi sinistri stradali, in particolare un avvocato , A.L difeso dagli avvocati Antonio Mercogliano e Raffaele Chiummariello del foro di Napoli, che compare in tredici dei diciannove capi di imputazione, M. L, difeso dall’avvocato Nicola Pomponio, e G. G (sottoposto dopo il Riesame alla misura del divieto di dimora in Campania) difeso dagli avvocati Antonio Mercogliano e Giacomo Sorrentino. Per i primi due indagati, dopo un annullamento con rinvio da parte della Cassazione (che aveva invitato a rivalutare le esigenze cautelari, ovvero i motivi per cui c’era attualita’ per disporre la misura) , il Riesame ha disposto due settimane fa l’annullamento della misura cautelare. Per l’ associazione a delinquere si procede separaramente, con un giudizio immediato chiesto per i tre imputati dalla Procura di Avellino e gia’ fissato dal Gip del Tribunale di Avellino.
L’AVVISO
La Procura di Avellino ha chiuso invece le indagini per tutti gli altri indagati coinvolti nel giro di falsi incidenti. Un avviso di conclusione delle indagini firmato dal sostituto procuratore della Repubblica di Avellino Antonella Salvatore, il magistrato che ha ereditato il fascicolo (le indagini erano state coordinate dal pm Vincenzo Russo e dal pm Luigi Iglio) Tra questi ci sono sei avvocati, per alcuni dei quali era stata rigettata dopo l’ interrogatorio preventivo la richiesta di misura cautelare e tre medici, che nonostante gli incidenti fossero inventati, avevano rilasciato certificati per il prosieguo della prognosi refertata in Ospedale in qualche caso senza mai visitare le stesse persone coinvolte negli incidenti falsi. Ci sono anche due indagati per favoreggiamento, quello avvenuto in sede di sommarie informazioni testimoniali davanti agli agenti del Commissariato di Lauro, un indagato per falsa testimonianza nel corso del processo davanti al Giudice di Pace di Lauro e un indagato per falsa certificazione relativa alla demolizione di una vettura.
GLI INCIDENTI FALSI CONTESTATI
Uno dei particolari già emersi all’ esito dell’ ordinanza di custodia cautelare e’ quello che per l’ organizzazione dei falsi incidenti contestati dalla Procura di Avellino ci sia anche un natante, secondo le indagini degli agenti del Commissariato di Ps di Lauro nella disponobilita’ dello stesso Leone. Uno dei capi di imputazione e’ relativo proprio al sinistro denunciato e avvenuto il 31 gennaio 2020, quando un trattore in localita’ Bosagro in manovra di retromarcia aveva colpito un natante che si trovava sugli appositi fermi. Contestato anche un incidente avvenuto in Via San Vito a Lauro nel 2019. Anche in questo caso un trattore contro una moto. Un sinistro, sempre inventato ma denunciato come avvenuto a Lauro sulla Ss403, anche in questo caso un’ auto contro una moto.
Per l’incidente mai avvenuto ma denunciato come avvenuto il 2 gennaio 2019, con due soggetti investiti a Quindici , ha visto coinvolto anche un medico. I referti del medico P.F che senza aver mai visitato le persone ferite aveva rilasciato quattro certificati per prorogare la prognosi ritenuta falsa. A questi si aggiunge un falso testimone che in sede di udienza davanti al Giudice di Pace di Lauro aveva riferito il falso. Ulteriore incidente inventato quello denunciato il 2 gennaio 2020 a Palma Campania tra auto e moto in realtà mai avvenuto. Un ulteriore incidente denunciato ma anche in questo caso mai avvenuto a Quindici in località Madonna Della Neve il 1 luglio 2020 tra due veicoli. Stessa cosa per un incidente avvenuto a Nola tra vetture e moto il 24 aprile 2020.
Un altro medico coinvolto nel falso incidente denunciato a Nola il 26 dicembre 2019, un tamponamento tra due vetture, il medico B.V avrebbe rilasciato certificazioni false. Sempre medici coinvolti anche per il falso incidente tra auto e bicicletta avvenuto a Carbonara di Nola il 15 gennaio 2020. In questo caso i certificati medici di due dottori B.v e P.f, per il prosieguo della prognosi. Ancora un sinistro falso, quello tra trattore e auto e bici elettrica avvenuto a Frattamaggiore il 26 ottobre 2019 ha visto redigere da parte di un terzo medico coinvolto certificati falsi. Gli indagati avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati o presentare memoria difensiva al sostituto procuratore che conduce le indagini e chiarire la loro posizione in merito alla contestazione, dopo questo passaggio la Procura potrà chiedere il rinvio a giudizio e quindi ci sarà l’udienza preliminare.
IL RIESAME
I magistrati del Tribunale del Riesame di Napoli hanno annullato la misura cautelare nei confronti di uno dei principali indagati, dopo che il provvedimento era stato annullato con rinvio dai giudici della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione. Uno dei motivi accolti dai giudici della Suprema Corte si riferiva al fatto che il Tribunale del Riesame aveva ritenuto utilizzabile ai fini cautelari l’informativa di p.g. datata 29 maggio 2025, pur se acquisita successivamente alla scadenza del termine per la conclusione delle indagini preliminari, che alla detta data era scaduto, dovendosi considerare che l’iscrizione nel registro degli indagati per il reato associativo era avvenuta il 5 marzo 2021. Un motivo, quello della difesa, accolto dai giudici della Cassazione, che avevano indicato al Riesame di verificare “nuovamente , alla luce dei princìpi sopra richiamati, se la suddetta nota di polizia giudiziaria, in ragione della provenienza ovvero della sua natura, sia o meno utilizzabile ai fini cautelari; in caso negativo dovrà valutare se, a prescindere dal contenuto della informativa, siano tuttora sussistenti le esigenze cautelari, avuto riguardo all’attualità del pericolo di reiterazione di reati della stessa specie”.