Circa due settimane fa il presidente provinciale dell’Associazione ambientalista Fare Verde Pasquale Petruzzo, aveva denunciato lo stato di abbandono e il transennamento alla meno peggio della Bretella Ofantina-San Mango, in considerazione del fatto che numerosi veicoli non curanti del divieto di transito attraversavano la strada interdetta. “Ebbene, è capitato proprio quello che non doveva mai succedere – interviene nuovamente Petruzzo – e cioè nella voragine è precipitata un’autovettura facendo finire all’ospedale in fin di vita il conducente dell’auto. Dobbiamo prendere atto di fronte alla tragedia avvenuta, che i nostri continui appelli sono andati inascoltati per questo chiediamo le dimissioni dell’assessore provinciale ai Lavori Pubblici”. La strada, come Fare Verde aveva a suo tempo evidenziato, è stata colpita da due frane che già in passato erano state interessate da interventi strutturali da parte della Provincia, ma a distanza di meno di un anno la frana si è ripresentata. “Situazione grave e seria visto che il traffico dei mezzi pesanti grava su due piccoli comuni in particolare, San Mango e Fontanarosa, infatti, i tir che devono raggiungere l’area industriale di Luogosano attraversano questi centri abitati col rischio dell’aumento di inquinamento atmosferico e a volte difficoltà per gli stessi mezzi di non poter circolare agevolmente, visto la tortuosità dei percorsi viari”. Una strada costruita dopo il terremoto dai costi smisurati, infatti, dalla previsione iniziale di 26 miliardi delle vecchie lire si è passati ai 160 miliardi finali, tanto da essere oggetto di indagine di una commissione d’inchiesta parlamentare. “La Commissione d’inchiesta Scalfaro rilevò, nel lontano 1990 (Atti Parlamentari) che l’intervento di infrastrutturazione esterna (superstrade, svincoli, etc.) ‘avvenne al di fuori ed al di là delle scelte compiute dal Parlamento’ e che ‘non fu assolutamente chiaro in quale modo sia stato possibile realizzare, in carenza di un disposto di legge, tali opere’. Rilevò inoltre che ‘le necessità locali fecero nascere le esigenze di costruire alcune infrastrutture, avallate molto spesso acriticamente dalle autorità regionali, sprovviste di uno strumento di pianificazione’. Più volte la Commissione chiese all’ex Ministro del Mezzogiorno Signorile i progetti delle infrastrutture. Tali progetti non sono arrivati alla Commissione d’inchiesta tanto che in essa ‘è maturato il convincimento che quei progetti o non sono mai esistiti ovvero divergevano totalmente dalle soluzioni progettuali poi adottate’”.
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