Inchiesta barriere, l’ad di Autostrade ad Avellino: “Presenteremo nuova istanza di dissequestro”

Inchiesta barriere, l’ad di Autostrade ad Avellino: “Presenteremo nuova istanza di dissequestro”

28 Novembre 2019

Renato Spiniello – “Stiamo lavorando a una nuova istanza di dissequestro che sarà presentata a giorni”. Così Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, ha risposto ai cronisti dopo essere stato ascoltato per circa un’ora dal Procuratore della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo, in qualità di persona informata sui fatti.

Il numero uno della società concessionaria delle rete autostradale è giunto nel capoluogo irpino per riferire quanto di sua conoscenza riguardo l’inchiesta-bis sulla sicurezza delle barriere dei viadotti autostradali portata avanti dal capo dei pm avellinesi e dal sostituto procuratore Cecilia Annecchini.

Dopo la strage del viadotto Acqualonga, in cui morirono 40 persone, la sentenza di primo grado che ha condannato i dirigenti di tronco di Aspi e il ricorso in appello del Pubblico Ministero avverso l’assoluzione dell’ex numero uno di Autostrade Giovanni Castellucci, infatti, la Procura di Avellino ha messo nel mirino diversi viadotti dell’intera rete gestita dalla società controllata dall’Atlantia dei Benetton.

Il Gip di Avellino, in particolare, ha firmato i sequestri preventivi delle barriere di oltre una ventina di ponti tra l’A16 Napoli-Canosa, l’A14 Bologna-Taranto e l’A1 Milano-Napoli. L’ultimo sequestro riguarda le barriere di nove viadotti lungo l’A1 Milano Napoli, sui ponti “Val Freghizia”, “Rio Pescara” e “Fosso Pezza Secca”; lungo l’A16, dove sono ancora sotto sequestro le barriere di 12 viadotti compresi tra le uscite Baiano e Benevento, a cui si aggiungono i ponti “Lamia”, “Omero Fabriani” e “D’Antico”; lungo l’A14 Bologna- Taranto, dove il sequestro riguarda i ponti “Colonella”, “Fonte dei preti” e “Del Vomano”.

Tomasi, tuttavia, ha dichiarato che da Autostrade partirà l’ennesima richiesta di dissequestro, tutte finora rigettate dal Gip su parere negativo dei consulenti tecnici della Procura e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, secondo cui è necessario un piano di sostituzione e riqualifica delle barriere ritenute non certificate e omologate, compromettendo così notevolmente la capacità di contenimento delle stesse in caso di urto.

Intanto la Procura di Genova, dopo il crollo del ponte Morandi, ha aperto proprio nelle ultime ore un terzo filone d’indagine su Autostrade, mentre la politica – e in particolare il premier Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle – s’interroga sulla revoca delle concessioni al gruppo dei Benetton.