In manette Antonio Cava: scovato in una nicchia nella sua casa

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Quindici – E’ stata posta fine alla latitanza di “Ndò Ndò”. Sono stati gli Agenti delle Squadre Mobili di Napoli e di Avellino e del Commissariato di Polizia di Lauro, su disposizione del Sostituto Procuratore Troncone della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e del Tribunale di Nola, a scoprire il nascondiglio di Antonio Cava, il 50enne cugino del boss Biagio Cava, irreperibile da oltre un anno. Le manette sono scattate ai polsi dell’esponente di rilievo dell’omonimo Clan intorno alle 13.00 nella sua villetta a due piani nel centro di Quindici. Al momento dell’irruzione della Polizia nella casa c’erano la moglie e i due figli ventenni di “Ndò Ndò” che non si sarebbero mostrati meravigliati della ‘visita’ degli uomini del dottor Giovanni Trabunella. A seguito di perquisizioni, accurate e dettagliate, come illustrate nel corso della conferenza stampa che si è tenuto presso la Questura di Via Palatucci alle 17.30, gli Agenti hanno scovato Antonio Cava nascosto all’interno di una nicchia ricavata in una delle pareti del bagno e coperta da un armadietto. All’interno del nascondiglio sono stati trovati due giubbotti antiproiettili ed una ricetrasmittente collegata sulle frequenze delle Forze di Polizia. Ammanettato è stato accompagnato presso la Questura per l’interrogatorio di rito, per la fotosegnaletica e per l’espletamento di tutte le procedure del caso. Come ha dichiarato il Questore Vittorio Rochira “…l’arresto di Antonio Cava può considerarsi un duro colpo inferto dalla Polizia al Clan che, in contrapposizione con la faida dei Graziano, da anni ‘domina’ nel Vallo Lauro con le sue attività illecite con diramazioni anche nell’Agro-Nolano. I miei uomini erano da tempo sulle sue tracce ed è per questo che abbiamo ritenuto fondamentale, al fine del buon esito dell’attività, intensificare i controlli e gli accertamenti. Un lungo e duro lavoro che ci ha premiati con la consegna alla Giustizia del personaggio di spicco dell’associazione camorristica”. Come ha spiegato il Capo della Squadra Mobile Giovanni Trabunella “…Antonio Cava era riuscito a sfuggire dalla ‘casa lavoro’, in provincia di Modena, alla quale era stato affidato per scontare gli arresti domiciliari. Da un anno lo stavano cercando e molti elementi ci hanno fatto puntare l’attenzione nel Vallo Lauro: si sarebbe infatti nascosto in questi dodici mesi sempre nell’hinterland del baianese e l’averlo scovato nella sua abitazione ne è la prova”. Antonio Cava non è nuovo a nascondigli particolari: ricordiamo l’arresto avvenuto agli inizi del gennaio 2004 a Marzano di Nola ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Baiano guidati dal Capitano Massimo Buonamico. Nel corso di un posto di controllo i militari fermarono l’autovettura della moglie di “Ndò Ndò” e riconoscendola approfondirono le perquisizioni tant’è che nel portabagagliaio fu trovato proprio il cugino del boss che fu tratto in arresto per porto abusivo d’arma da fuoco. Oggi l’arresto su esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Nola. Antonio Cava, associato alla Casa Circondariale di Bellizzi Irpino, dovrà scontare tre anni di carcere. (di Emiliana Bolino)

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