In Irpinia 5000 lavoratori a rischio: i sindacati corrono ai ripari

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Si è svolto presso il centro sociale “Samantha Della Porta” di Avellino, il direttivo provinciale della Cgil con all’ordine del giorno il completamento dell’organigramma della segreteria di Avellino di cui fanno parte Marika Borrelli, Pietro Nappi, Antonio Famiglietti e Anna De Luca. Nell’ambito del direttivo, al quale ha preso parte il Segretario Regionale della Cgil, Michele Gravano, si è inoltre discusso delle motivazioni dello sciopero generale nazionale proclamato dalla Cgil per il 12 dicembre. “La situazione – ha affermato Petruzziello, nel corso del direttivo – è quanto mai drammatica.” In 40 aziende irpine è già in corso la cassa integrazione o la mobilità o sono previsti licenziamenti laddove non ce ne sono già stati. Il quadro fornito dalla Cgil mette in luce dati preoccupanti: 250 licenziati, 3900 cassa integrati, più di 100 in mobilità e 105 prossimi al licenziamento.
Il direttivo ha avanzato due proposte, che nelle prossime ore verranno ratificate ai destinatari. La prima consiste nell’invito a costituire un “Patto di sviluppo per l’Irpinia” al quale prendano parte le organizzazioni sindacali, i rappresentanti degli imprenditori e i rappresentanti politici locali.
“Il Patto di Sviluppo – dichiara il segretario provinciale della Cgil, Vincenzo Petruzziello – dovrà affrontare le problematiche che la Cgil, ormai da mesi ha posto nel corso di numerosi incontri. Assistiamo a troppa distrazione da parte della politica, sulle questioni dello sviluppo ed in particolare sugli strumenti di programmazione per l’utilizzo dei fondi europei. E’ passato già troppo tempo da quando diciamo che sta per passare l’ultimo treno rischiando di perderlo. L’Irpinia ha urgente bisogno di essere introdotta nell’agenda degli impegni del Governo e le forze politiche devono farsi carico di tale necessità. Lo stesso devono fare gli enti locali, partecipando alla costituzione delle proposte e suggerendo gli interventi necessari per il rilancio dell’economia produttiva dell’intera provincia. Il Patto di sviluppo – conclude Petruzziello – deve partire dall’analisi dei problemi di più stringente attualità. Dalla stagnazione dei consumi, della produzione, dalle crisi industriali all’emigrazione e trovare soluzioni attuabili in poco tempo ma che producano effetti nel medio e lungo periodo”.
La seconda proposta avanzata dal direttivo, destinata principalmente all’ente Provincia di Avellino, è rappresentata dalla costituzione di un “Tavolo anticrisi” che prenda in esame le vertenze sindacali aperte in numerose aziende irpine.
“Il tavolo anticrisi da costituire in seno alla Provincia di Avellino, già chiesto al Commissario Prefettizio – sottolinea Petruzziello – deve farsi carico delle vertenze in atto. Per molte realtà evidenziate nel prospetto la situazione è aggravata dal fatto che i periodi di mobilità e cassa integrazione sono in scadenza senza possibilità di essere rinnovati, senza considerare che la situazione nazionale ed internazionale non fa prevedere un recupero della capacità produttiva delle aziende”.
“Nella nostra provincia sono circa 5000 i lavoratori metalmeccanici – afferma il Segretario Provinciale della Fiom Avellino, Luciano Vecchia – coinvolti in lunghi periodi di cassa integrazione, tra questi i lavoratori della FMA sui quali grava una preoccupante incertezza anche per il prossimo anno a causa della drastica riduzione della commessa G.M. Oltre 400 sono i lavoratori precari rimasti senza lavoro, altri se ne aggiungeranno nei prossimi mesi, occorrono pertanto interventi concreti ed incisivi da parte del governo diversi da quelli annunciati che sono sbagliati ed insufficienti”.

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