Regione – Autosufficienza territoriale, struttura a rete dei servizi sanitari, razionalizzazione degli ospedali in base alle funzioni: sono questi i principi ispiratori del Piano ospedaliero regionale per il triennio 2007-2009, presentato, questa mattina dal Presidente della Commissione regionale Sanità Angelo Giusto, e all’esame del Consiglio regionale nella seduta convocata per domani. All’incontro hanno preso parte i Consiglieri Michele Caiazzo (Ds) e Piero Diodato (An). “Credo che in Commissione sia stato svolto un buon lavoro – ha spiegato Giusto – su un Piano che rappresenta una riforma strutturale della Sanità della nostra regione. Per questo rivolgo un ringraziamento a tutte le forze politiche che hanno lavorato in Commissione per scrivere un testo in totale libertà di coscienza e senza faziosità. Anche l’astensione della Casa delle Libertà al momento del voto in Commissione è stata una scelta finalizzata a che il Piano giungesse all’esame dell’Assemblea affinché possa essere discusso e, auspico, approvato con ampia condivisione”. I principi ispiratori a cui ci si è attenuti nell’analisi e nella rielaborazione della proposta di Piano inoltrata dalla Giunta Regionale sono quelli enunciati dalla legge regionale n. 10 del 2002. “Tra le innovazioni introdotte da questo Piano – ha aggiunto l’esponente dei Ds – c’è l’introduzione del principio in base al quale al di sotto di un tasso di utilizzo dei posti letto inferiore al 75 per cento o superiore al 95 per cento ai Direttori generali è fatto obbligo di riconvertirli o rispettivamente incrementarli, anche al fine di porre rimedio a liste d’attesa eccessivamente lunghe o, addirittura, alla pratica purtroppo usuale che vede i pazienti costretti in barella lungo i corridoi degli ospedali. Inoltre è prevista la riaffermazione della possibilità per i Direttori Generali, di destinare l’1 per cento del fondo sanitario annualmente ripartito a spese per investimento, in coerenza rispetto alle previsioni programmatiche poste con il presente Piano”. Giusto ha reso noto, inoltre, che “… l’assunzione della centralità dell’autosufficienza provinciale per il soddisfacimento della domanda e l’individuazione del territorio provinciale quale ambito prescelto per la determinazione del fabbisogno ha comportato la previsione dei Coordinamenti Tecnici Provinciali, intesi come organismi deputati a calare nella specifica realtà territoriale ed aziendale le previsioni programmatiche del Piano. In tale ottica è prevista la partecipazione ai TTP dei vertici aziendali e degli altri attori locali del sistema ‘Salute’”. Inoltre, la difficile situazione di deficit relativa al Servizio Sanitario Regionale ha imposto al legislatore regionale una severa azione di rivisitazione dell’organizzazione del servizio e, di conseguenza delle prerogative dei Direttori Generali per i quali, “… pur nel rispetto delle competenze e delle autonomie loro assegnate dalla legislazione vigente, vengono previsti controlli più stringenti e costanti sia sotto il profilo della correttezza contabile sia per gli aspetti connessi alla realizzazione di una più efficace gestione delle Aziende della salute idonea a cogliere le criticità e a porvi rimedio”.
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