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“Oggi gran parte delle cave adibite ad attività estrattive eludono l’Ici dichiarandosi zona agricola – si legge in una nota dell’amministrazione comunale -. La normativa prevede l’esenzione della tassa Ici per le zone agricole. Però c’è una particolarità: se quei terreni sono adibiti ad attività industriali – in questo caso estrattive – producono reddito e quindi perdono la connotazione di terreno agricolo, rientrano in quella di unità immobiliari e di conseguenza saranno soggette al pagamento di Ici”. La normativa a tal proposito evidenzia che “il presupposto dell’imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli. L’attività estrattiva in terreni agricoli non è ricompresa nelle attività che devono considerarsi agricole. Per tale motivo, il terreno destinato ad attività estrattiva – che non è appunto qualificabile come agricola – perde conseguentemente la qualifica di terreno agricolo; Se dunque il terreno destinato alla attività estrattiva non è più agricolo, in base all’art. 2 del decreto del Ministero delle Finanze n. 28/1998 diventa una unità immobiliare (l’unità immobiliare, secondo la normativa definitoria, è costituita da una porzione di fabbricato,o da un fabbricato, o da un insieme di fabbricati ovvero da un’area che,nello stato in cui si trova e secondo l’uso locale, presenta potenzialità di autonomia funzionale e reddituale)”. Di qui il proponimento dell’amministrazione Ricci: “Lotta all’evasione quindi e più in generale all’illegalità ma soprattutto un’ iniziativa volta al livellamento sociale in un sistema che oggi grava, purtroppo, solo sulle fasce deboli e sulle piccole imprese risparmiando, di fatto, i nuovi e pochi ricchi”.