Imu sulle attività estrattive, San Martino in prima fila in Italia

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SAN MARTINO VALLE CAUDINA – Il comune di S. Martino V.C. dichiara guerra all’evasione partendo dal pagamento dell’ex Ici – oggi Imu – sulle cave. Proprio nei giorni scorsi due delegati, l’assessore all’ambiente Erminio Petecca e il presidente del consiglio comunale con delega al bilancio Francesco Sorrentino, hanno partecipato ad una conferenza stampa sul tema organizzata dal “Coordinamento delle liste di cittadini di Modena e Bologna”. Da lì la decisione di attuare delle ispezioni sulle cave in zona allo scopo di far pagare la tassa dovuta ai titolari delle attività estrattive. Uno dei due comuni in Italia ad intraprendere quest’iniziativa.

“Oggi gran parte delle cave adibite ad attività estrattive eludono l’Ici dichiarandosi zona agricola – si legge in una nota dell’amministrazione comunale -. La normativa prevede l’esenzione della tassa Ici per le zone agricole. Però c’è una particolarità: se quei terreni sono adibiti ad attività industriali – in questo caso estrattive – producono reddito e quindi perdono la connotazione di terreno agricolo, rientrano in quella di unità immobiliari e di conseguenza saranno soggette al pagamento di Ici”. La normativa a tal proposito evidenzia che “il presupposto dell’imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli. L’attività estrattiva in terreni agricoli non è ricompresa nelle attività che devono considerarsi agricole. Per tale motivo, il terreno destinato ad attività estrattiva – che non è appunto qualificabile come agricola – perde conseguentemente la qualifica di terreno agricolo; Se dunque il terreno destinato alla attività estrattiva non è più agricolo, in base all’art. 2 del decreto del Ministero delle Finanze n. 28/1998 diventa una unità immobiliare (l’unità immobiliare, secondo la normativa definitoria, è costituita da una porzione di fabbricato,o da un fabbricato, o da un insieme di fabbricati ovvero da un’area che,nello stato in cui si trova e secondo l’uso locale, presenta potenzialità di autonomia funzionale e reddituale)”. Di qui il proponimento dell’amministrazione Ricci: “Lotta all’evasione quindi e più in generale all’illegalità ma soprattutto un’ iniziativa volta al livellamento sociale in un sistema che oggi grava, purtroppo, solo sulle fasce deboli e sulle piccole imprese risparmiando, di fatto, i nuovi e pochi ricchi”.

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