Gnerre: “Scelta Sibilia suicida”, Del Mastro:”Non legato a poltrona”

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Se qualcuno pensava che il cambio in Giunta Provinciale non avesse prodotto dei risentimenti si era sbagliato di grosso. A caldo, le dichiarazioni di Carmine Gnerre erano state morbide, ma avendo avuto il tempo di ripensarci, l’ex assessore della Giunta Sibilia ha effettuato un’analisi spietata. Ad ascoltarla, tra il pubblico, anche gli esponenti dell’Udc, Maurizio Petracca (assessore e coordinatore provinciale), Giuseppe Solimine (assessore al Lavoro) e Giulio Belmonte (presidente dell’Asi). Gli spunti politici più interessanti sono venuti da Gnerre, che con una analisi precisa ha corretto il suo pensiero nonostante ci tenesse a precisare ad ogni passaggio: ”non voglio far polemica”. Ma le stoccate velenose nel suo discorso ci sono state, a partire da una rivelazione: “Il Pdl perderà un altro consigliere provinciale (dopo Ciriaco Gelormini, sarà Giancarlo Ruggiero a lasciare il gruppo ndr) r non capisco come con questo quadro si possa continuare a governare la Provincia. E’ una giunta a tempo, l’Udc con otto consiglieri ha solo tre uomini in Giunta, il Pdl con 5 consiglieri ha ben 6 assessori”. Secondo l’analisi di Gnerre il partito di Casini e De Mita darà vita ad un’ azione di rimessa nei confronti di Sibilia per chiedere maggiore spazio nell’esecutivo. Ma il Gnerre pensiero non è tutto qui: “Non sono legato alla poltrona, ma proprio non mi aspettavo una sostituzione in questo momento. Ho per due volte presentato le mie dimissioni a giugno e settembre 2011 ma sono restate sempre nel cassetto. Fare ora questa scelta mi è sembrato un gesto suicida. Le pressioni dei piccoli partiti non c’erano più, perché l’operazione si era dissolta, non ho capito la fretta di fare tutto questo: si è voluto farlo passare come un’ esigenza dell’Udc, cosa che non è vera. Ho dispiacere a dirlo, ma l’Udc non ha partecipato alla scelta, perché di esclusiva prerogativa di Sibilia così come lo stesso ha annunciato”. Sulla propria collocazione politica precisa: “sono uomo di centro”. Poi sparla del Pdl: “Si vivacchia, non c’è confronto, dalle ultime elezioni ha sempre perso consensi, cosa che succederà anche per il futuro”. Non è più tenero Gnerre, che si ripropone: “Parlerò con la mia base elettorale e decideremo il da farsi, quando viene a mancare il confronto è la fine dei partiti. Voglio sentire anche gli altri sostenitori che mi hanno consentito di essere tra le persone più votate in Consiglio”. L’ex assessore ha voluto anche fare un resoconto della sua attività in seno all’Assessorato, dopo essere stato al centro dell’attenzione mediatica più volte per aver disposto l’istallaazione dei tornelli e per aver tolto i telefonini ai dipendenti. “Sono riuscito grazie al lavoro dei dipendenti a risolvere molte questioni importanti. Dall’ informatizzazione degli uffici, ai mutui rinegoziati, alla città multimediale, alla rivisitazione da parte dei fornitori dei contratti con riduzioni delle spese per l’Ente del 25%”. E poi un messaggio al suo compagno di avventura Giuseppe Del Mastro: “L’esperienza avellinese mi ha fatto trovare un amico”. Molto più soft Giuseppe Del Mastro che ha fatto un riepilogo delle attività svolte nell’Assessorato rimarcando l’attenzione posta nei confronti del sociale e dell’edilizia scolastica, che hanno avuto il sopravvento rispetto alla Cultura, alla quale sono stati sottratti dei fondi. Sul lato squisitamente politico Del Mastro ha detto: “Ringrazio Sibilia per la possibilità dataci. Non sono legato alla poltrona e agli incarichi, faccio politica da quando avevo diciotto anni. Ho sempre avuto rispetto e fiducia nel presidente, sono stato candidato ed eletto assessore perché rappresentante di una precisa area territoriale. Oggi, rispetto alle scelte fatte, posso concludere che una realtà territoriale importante è rimasta emarginata: da Monteforte al Vallo di Lauro non c’è riferimento”. Svela infine anche un particolare: “A distanza di tempo scopro la veridicità di quel documento “carbonaro” dei quattro consiglieri provinciali e di Arturo Iannaccone nei nostri confronti durante le elezioni regionali. Eppure avevano sempre smentito. Resto allibito”.

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