Vallata – Carmine Casarella, capogruppo di minoranza in consiglio comunale chiede alla maggioranza la convocazione urgente dell’assemblea per discutere dell’Imu, l’imposta comunale che secondo la minoranza il sindaco dovrebbe rivedere avendone gli strumenti normativi ed i “margini” finanziari. «Siccome il decreto legge n. 201 del 2011 consente ai comuni di elevare l’importo delle detrazioni delle imposte principali fino alla concorrenza dell’imposta comunale, l’amministrazione potrebbe abolire l’Imu sulla prima casa e pertinenze e ridurre quella sulla seconda casa al fine di eliminare la discriminazione che colpirebbe chi ne è titolare: potrebbe essere almeno abbassata di un punto percentuale l’aliquota per questa tipologia di contribuente con l’esclusione dal pagamento per i cittadini iscritti AIREE e residenti all’estero. A Vallata sono numerosi i conciittadini che risiedono fuori dai confini dell’Italia e non sembra giutso che subiscano il doppio danno, derivante dal fatto che pagano la TARSU senza produrre rifiuti; hanno le case non utilizzate e dovrebbero anche pagarci l’imposta immobiliare. La legge lo consente. Inoltre – continua Casarella – si potrebbe immaginare di concedere agevolazioni fiscali per le aziende e per l’area industriale di Vallata, in termini di Tarsu e di agevolazioni fiscali in generale. Si potrebbe obiettare che chi propone queste agevolazioni non si renda conto dello stato in cui versano le casse comunali, ma non è così perché il Comune, fatti i conti, in bilancio può avere una disponibilità di 640.000 euro. Dai dati ufficiali si ricava che con l’Ici l’introito era di 213.000 euro con l’esenzione della prima casa, alla somma si deve aggiungere l’accredito del governo di 70.000 euro sotto forma di riequilibrio. Sugli introiti si calcolano 34.500 euro alla cui somma si devono aggiungere i 241.000 euro per un totale, in proiezione, di 276.000 euro, oltre il fondo di riequilibrio che ammonta a 70.000 euro. Da questo ne deriva che il Comune, nella differenza tra Ici ed Imu guardagna 63.000 euro. Adesso si deve calcolare l’introito complessivo per il Comune derivante dalla presenza degli aerogeneratori, che ammonta a 580.000 euro. Ed ecco che i conti tornano. Certo, l’amministrazione comunale ha una spesa corrente che ammonta ad un milione di euro, tutto coperta con i trasferimenti, ma questo non significa che non si possa lavorare in modo certosino per migliorare la distribuzione delle uscite evitando di perdersi dietro a tanti rivoli che alla fine non determinano vantaggi concreti per nessuno. Il Consiglio comunale, da convocare urgentemente in considerazione del fatto che la prima rata dell’Imu scadrà tra pochi giorni, dovrebbe prevedere anche l’adozione del regolamento da definire con atto successivo. Fermo restando che l’importo della prima rata potrebbe essere calcolato in base all’importo della seconda rata in regime di conguaglio».
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