Imprenditori nella morsa di tre clan, la Dda ottiene il processo “lampo” per quindici indagati

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SALERNO- Processo “lampo” per quindici indagati (tutti finiti in arresto e attualmente detenuti in carcere e ai domiciliari) dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno nell’operazione condotta dagli uomini della DIA di Salerno per porre fine ad una vicenda di usura ed estorsione a cui erano sottoposti due imprenditori di Montoro, nella morsa di tre diversi clan camorristici, tra cui anche il “Nuovo Clan Partenio”. I magistrati che hanno coordinato le indagini, i sostituti della Dda di Salerno Carlo Rinaldi ed Elena Guarino e il Procuratore Aggiunto Francesco Soviero hanno chiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale di Salerno Annamaria Ferraiolo, il decreto di giudizio immediato nei confronti di tutti gli indagati raggiunti dalla misura cautelare, confermata dal Tribunale del Riesame e per alcuni anche dalla Cassazione. Tra questi ci sono anche sei irpini coinvolti in episodi diversi nella fase della sottoposizione all’usura e all’estorsione nei confronti dei due imprenditori. L’udienza sarà celebrata davanti ai giudici della Terza Sezione Penale del Tribunale di Salerno il prossimo 5 maggio.
GLI IRPINI COINVOLTI
Sei dei quindici indagati che finiranno a processo sono irpini. Si tratta di Donniacuo Antonio classe 78, difeso dagli avvocati Alberico Villani e Gaetano Aufiero, Evangelista Massimo, difeso dall’avvocato Gaetano Aufiero, Pescatore Luigi, difeso dagli avvocati Gerardo Santamaria e Gaetano Aufiero, Ravallese Rocco, difeso dagli avvocati Alberico Villani e Raffaele Tecce, tutti detenuti in carcere. Stessa richiesta accolta anche per Siano Thomas, difeso dall’avvocato Raffaele Tecce, Vietri Roberto, difeso dall’avvocato Massimiliano Russo e Gennaro Ausiello del foro di Torre Annunziata, i due detenuti agli arresti domiciliari su decisione del Gip di Salerno. Si tratta dello stesso procedimento per cui qualche giorno fa e’ stato tratto in arresto il trentottenne Diego Bocciero, bloccato dopo alcuni mesi di latitanza in Tunisia nell’ambito di un’operazione congiunta tra Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino, Interpol e Polizia tunisina a Susa, dove aveva trovato rifugio il latitante. Per lui si procede separatamente, in attesa dell’estradizione. Gli indagati sono accusati a vario titolo di usura ed estorsione aggravata dal metodo mafioso nell’ambito di una inchiesta della Dda di Salerno su un subentro illecito in un credito usurario da parte di tre diversi gruppi criminali, intranei o vicini ai clan D’Alessandro, Genovese e Nuovo Clan Partenio.