Il Viva Hotel ospita il convegno di Medicina dello Sport

Il Viva Hotel ospita il convegno di Medicina dello Sport

24 Novembre 2015

«LA PERDITA DI COSCIENZA DURANTE L’ATTIVITA’ SPORTIVA»: è il tema del convegno promosso dall’Ordine dei Medici e Chirurghi  e dell’Associazione Medico Sportiva Dilettantistica di Avellino con la collaborazione del CONI Regionale, della Scuola Regionale dello Sport, dell’Ufficio Pubblica Istruzione di Avellino, che si terrà sabato 28 novembre prossimo al Viva Hotel di Avellino (è stato accreditato con 5,3 crediti ECM per medici).

La perdita di coscienza è riconducibile a un improvviso e transitorio deficit della perfusione cerebrale, dovuto a una riduzione critica della portata cardiocircolatoria, cui consegue un’anossia ischemica delle strutture del sistema nervoso centrale deputate al mantenimento dello stato di coscienza, accompagnata da compromissione del tono posturale, in genere associata a pieno recupero. Tale evento può presentarsi in modo brusco e improvviso, ovvero la perdita di coscienza può essere preceduta da una fase prodromica preparatoria di durata variabile, a una transitoria ipoperfusione cerebrale globale. L’incidenza di questo sintomo (sincope) nella popolazione degli atleti è difficile da valutare. La più comune forma di sincope è la vaso-vagale, ad andamento benigno, mentre le sincopi da sforzo e quelle associate a cardiopatia hanno prognosi meno favorevoli e possono identificare una categoria di atleti ad elevato rischio di morte improvvisa. Il corretto inquadramento diagnostico di un atleta con sincope deve prevedere sempre gli esami di primo livello quale principalmente l’ECG; gli ulteriori esami strumentali (Eco-cardiogramma, Holter cardiaco, etc) o le indagini invasive deve esser indirizzate dalla valutazione clinica. La terapia dipende strettamente dall’eziopatogenesi dell’episodio sincopale. Nei casi di sincope da cardiopatia strutturale particolare attenzione deve esser prestata all’idoneità sportiva, poiché solo in casi selezionati è possibile il ritorno all’attività sportiva.

La perdita di coscienza durante la pratica sportiva può esser interessata da altra causa legata al esclusivamente al traumatismo durante le fasi dell’attività sportiva dovuta dal contrasto di gioco. Si verifica quella che viene definita concussione cerebrale. Essa è causata da un’improvvisa accelerazione-decelerazione dell’encefalo all’interno della scatola cranica e si manifesta con un’immediata, breve, alterazione delle funzioni neurali. Nella maggioranza dei casi la concussione senza perdita di coscienza è la forma più comune di trauma cranico legata allo sport e la più difficile da diagnosticare tanto che, spesso, non viene riconosciuta. E’ questo il motivo per cui sono i tecnici, gli allenatori, gli “uomini di campo” che devono saperla riconoscere e riferirla ai medici, ai quali invece spesso questi ragazzi non arrivano, proprio a causa del mancato riconoscimento del fenomeno traumatico. Le ragioni principali per cui la concussione cerebrale non viene riportata sono principalmente legate al fatto che questo tipo di trauma viene considerato “non importante” e comunque “parte del gioco” principalmente dalle persone che praticano sport ed attività ricreative al di fuori di ogni controllo, i cosiddetti “atleti della domenica”. In realtà, i sintomi di un trauma cranico lieve possono sembrare “lievi”, ma possono condurre a disturbi di lunga durata che coinvolgono funzioni fisiche, cognitive e psicologiche. E’ fondamentale che il giocatore infortunato rimanga a riposo fino alla completa remissione dei sintomi onde evitare “ il secondo Impatto” e che il graduale ritorno all’attività sportiva sia programmato in base ad un’accurata valutazione medica.

La tavola rotonda, momento fondamentale della giornata formativa, verterà sulla problematica ancora in via di definizione della prescrizione dell’Ecg per coloro che svolgono attività ludico-motoria e non agonistica nelle palestre, sarà coordinata dal prof. Luigi  Palmieri, massimo esperto in medicina legale dello sport e dal suo più stretto collaboratore Maggiore dei Carabinieri Dr. Giuseppe Cenname.

La relazione ufficiale sarà caratterizzata dalle riflessioni sulla concussione cerebrale, presentata dal prof. Roberto Vagnozzi, illustre neurochirurgo del mondo sportivo, direttore della scuola di specializzazione in neurochirurgia Policlinico Universitario Tor Vergata Roma, che ha stilato per la FMSI le linee guida di riferimento.

Seguiranno relazioni di notevole interesse scientifico da parte dei prof. Marcellino Monda Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport Napoli e del dr. Luciano Brigante, Responsabile della U.O.C. di Neurochirugia dell’Ospedale Ruggi di Salerno, etc.

Momento scientifico di particolare interesse riveste la lezione magistrale sulle problematiche dell’elettrocardiogramma del prof. Maurizio Santomauro, Membro della Commissione Nazionale per la Rianimazione cardiocircolatoria, consulente nell’elaborazione delle linee guida del COCIS e del prof. Ciro Mauro, Capo Dipartimento DEA. Direttore U.O. S.C. Cardiologia con UTIC. A.O.R.N. Ospedale “A. Cardarelli”. Napoli – Presidente Società Italiana di Emodinamica e Cardiologia Interventistica (SICI-GISE).

Non ultimo presentazione del PSS- PSS-D da parte del dr. Pasqualino Molinario medico sportivo FMSI.


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