Il marchio del Teatro Gesualdo approda direttamente a Parigi grazie al nuovo progetto di co-produzione messo in campo dal Massimo Comunale.
Debutterà infatti nella capitale francese “Alle Guerre d’Amore”, la nuova opera composta dal maestro Gianvincenzo Cresta. Uno spettacolo che si avvarrà del sostegno di Puglia Sounds attraverso i Remaop, la rete dei Festival di musica antica e operistica di Puglia, del Festival Ritratti, del Teatro Carlo Gesualdo e delle più grandi istituzioni musicali e culturali francesi come l’IRCAM di Parigi, Radio France, la fondazione Polignac e l’Istituto italiano di Cultura di Parigi.
“Questo spettacolo rappresenta un grande traguardo per noi – spiega il Presidente del Teatro Luca Cipriano – perché testimone di una inversione di rotta: siamo diventati un’officina di idee in cui vengono prodotti e co-prodotti progetti artistici di rilievo internazionale. Sarà inoltre questo uno dei primi eventi che aprirà la prossima stagione teatrale dopo la pausa estiva e consentirà ad Avellino di oltrepassare i confini nazionali”.
Alle Guerre D’Amore, infatti, prima di superare le Alpi, sarà presentato in anteprima assoluta al pubblico avellinese. “Andremo oltre il cartellone tradizionale in programma – aggiunge Cirpiano – e apriremo la stagione con questa composizione del maestro Cresta che sfrutta strumenti musicali antichi, i quali saranno suonati magistralmente da artisti italiani e francesi”.
Il Maestro Cresta con Guerre D’Amore, ha dato vita ad una composizione unica nel suo genere che riproduce suoni originali grazie all’influenza della musica del 600 italiano di autori quali Luzzaschi, Monteverdi, Mazzocchi. “Con questa opera voglio esprimere il mio modo di vedere la musica che a mio avviso non ha storia, né evoluzione perché non ha tempo. L’arte deve comunicare all’emotività della persona, andare oltre la storia stessa”.
Il compositore ha inoltre espresso la sua massima soddisfazione per la partecipazione del Gesualdo ad un progetto di così alto respiro: “Significa – ha detto – che l’Irpinia si sta risvegliando dal declino che l’ha contraddistinta negli utlimi anni. Abbiamo subito un soffocamento generale che è il risultato di una miopia nella gestione culturale e quindi politica. Non abbiamo gli spazi per poter fare arte perché si è ritenuto più importante avere luoghi per coltivare clientele”. (di R.Iandiorio)
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