Il Teatro Gesualdo si veste di Jazz con la voce della Bridgewater

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Questo pomeriggio, a bordo piscina dell’Hotel de la Ville, l’eleganza e la raffinatezza di Dee Dee Bridgewater, per raccontare i retroscena che l’hanno spinta a esibirsi sul palcoscenico del Teatro Carlo Gesualdo.
La “signora del Jazz”, infatti, domani riscalderà con la sua voce la platea del Massimo avellinese, accompagnata da un’orchestra di 16 musicisti campani diretta dal maestro Stefano Giuliano.
“Inizialmente, ero un po’ scettica – dichiara l’artista –, non sapevo se accettare, questa del Gesualdo è l’unica data in Italia accompagnata da una big band, ma quando ho ascoltato la musica che mi è stata inviata dal direttore d’orchestra, non ho avuto più dubbi. Questa mattina per la prima volta ho incontrato i musicisti e in uno studio salernitano abbiamo suonato per circa 4 ore. E’ stato molto entusiasmante, si è registrata subito grande empatia”.
Dee Dee Bridgewater ancora non ha avuto modo di provare, né di visitare il teatro avellinese, ma è convinta che il pubblico come tutte le persone meridionali sarà molto caloroso. “Amo l’Italia, vengo spesso a visitarla e noto che quando vengo al sud il pubblico è ancora più caldo rispetto alle altri parti del Paese. Domani immagino che sia lo stesso. Sono inoltre contenta che l’Italia abbia scelto un ministro di colore che si occupi di pari opportunità e di emigrazione. Il razzismo è una battaglia infinita, forse l’Italia ha ancora qualche difficoltà in questo senso, ma anche gli Stati Uniti ne hanno, nonostante ci sia un presidente nero”.
Nel corso della sua lunga carriera, iniziata nel 1969, l’interprete ha collaborato con i giganti del jazzset come Sonny Rollins, Dizzy Gillespie, Dexter Gordon, Max Roach e Ray Charles. Fu proprio il duetto con quest’ultimo, sul palco sanremese nel 1989, che la rese nota nel nostro Paese: “E’ stata per me una grande esperienza, la relazione artistica con Ray Charles rappresenta il picco più alto della mia carriera, nonostante mi sia confrontata sempre con personaggi importanti che hanno segnato la storia della musica”.
Domani sera la voce più nera d’America regalerà una serata indimenticabile confrontandosi con il repertorio che l’ha resa famosa in tutto il mondo: da“Till The Next Somewhere (Precious Thing)” cantata nel 1989 insieme a Ray Charles proprio al Festival di Sanremo, a “L’Hymne a l’Amour”, tratta dal suo ultimo lavoro in studio “Midnight Sun” che ha spopolato in Francia, fino ai grandi classici del suo repertorio come “Speak low”, “A Foggy Day”, “September song”, “Mister Paganini”, “Cottontail”.

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