Il sindaco Foti a tutto campo: dai cantieri alla ricandidatura, fino al congresso del Pd

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Marco Imbimbo – «Non mi ricandido nemmeno se mio padre e mia madre tornano dall’Oltretomba per chiedermelo». Ma anche «ho messo sempre onestà, trasparenza e limpidezza». E poi passaggi su metro leggera «sarà difficile la messa in esercizio», i cantieri «ne abbiamo sbloccati molti», e la vicenda di Angelo Lanzaro «la più brutta pagina della mia esperienza».

Senza dimenticare ovviamente il congresso del Pd «fondamentale per la vita del partito, si deve svolgere a tutti i costi». Il primo cittadino di Avellino, Paolo Foti, va a tutto campo sulla sua esperienza amministrativa ormai prossima a concludersi.

«Gli avellinesi, alla fine del mio mandato, si ritroveranno con opere che vanno verso la conclusione, ma che noi avevamo trovato bloccate da tempo», sottolinea Foti che non si lancia in consigli per la prossima amministrazione, se non uno soltanto: «Non so se, chi verrà dopo, avrà la possibilità di investire in opere pubbliche. Di sicuro ci vorranno una forte strategia e programmazione, perché questa è una città prostrata dai tanti lavori».

L’obiettivo è consegnare la riapertura del ponte della Ferriera il prima possibile, mentre un’altra opera eterna dovrà fare i conti con un problema serio: «La metro leggera è quasi completa – spiega Foti – ma la sua messa in esercizio non sarà facile». Non manca un elogio agli avellinesi per la loro reazione al nuovo piano rifiuti: «I cittadini, insieme a IrpiniAmbiente, ci stanno mettendo grande impegno. I primi dati dicono che siamo passati dal 30% al 70% di differenziata. Bisogna insistere su questa strada perché un’Avellino libera dai cantieri e con un ritrovato decoro urbano, può ritornare ad essere una grande città».

Intanto il primo cittadino annuncia anche che, a stretto giro, organizzerà un incontro ufficiale per tirare le somme su questa esperienza amministrativa: «Non è corretto dire che non abbiamo fatto nulla». Ma si guarda anche agli obiettivi ancora da realizzare come il dormitorio per i senzatetto: «L’assessore alle politiche sociali, Teresa Mele, sta lavorando congiuntamente con la Caritas per realizzare questa struttura. Continuiamo a tenere alta la guardia perché non voglio più che si verifichi una tragedia come quella del povero Angelo Lanzaro, la pagina più triste della mia esperienza amministrativa».

Per il futuro, però, non ci sarà più lui alla guida della città di Avellino, come ormai annuncia da tempo: «L’ho detto sin dall’inizio e così sarà, non mi ricandido. Sono stanco, questa esperienza è stata molto impegnativa, ma ci ho sempre messo onestà, trasparenza e limpidezza. Il mio limite è stata la scarsa comunicazione in questi anni, ma purtroppo fa parte del mio carattere».

E non ci saranno passi indietro nemmeno se la richiesta dovesse arrivare direttamente dal Pd, nel caso in cui non venisse individuato un successore: «Nel partito ci sono tante figure valide, ma io risponderei di “no” anche se i miei genitori tornassero dall’Oltretomba per chiedermelo». A proposito di Partito Democratico, il congresso provinciale potrebbe davvero svolgersi a stretto giro, lo stesso Foti è stato tra quelli che lo ha richiesto in maniera forte negli ultimi mesi: «Sono già partiti dei ricorsi sul tesseramento e temo che le polemiche si trascineranno fino alla fase congressuale, ma spero che non salti. Sarebbe sbagliato rinviarlo e dannoso per il partito soprattutto in vista delle elezioni. L’auspicio è che le varie sensibilità del Pd facciano sintesi».

Infine un passaggio su Nicola Mancino e Ciriaco De Mita. «Mancino ha fatto e continua a fare tanto per Avellino, per me è una persona di grande riferimento. De Mita? Anche lui è un grande personaggio di questa provincia», taglia corto Foti stoppando il botta e risposta a distanza che c’è stato tra i due prima di Natale.