Il ritorno di Pionati: “In Irpinia la politica è pura archeologia”

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In Irpinia se ne erano perse le tracce, ma l’Alleanza di Centro, e soprattutto il suo leader nazionale Francesco Pionati, ci sono. Il deputato irpino è intervenuto in serata al direttivo provinciale del partito, nella sala piccola dell’Hotel de la Ville”. Pochi, troppo pochi i presenti. Nell’eccessiva esiguità del suo pubblico, forse, le ragioni stesse dell’ intervento in Irpinia. “Bisogna far crescere il partito e fare politica in maniera capillare – ha riconosciuto -, anche se a livello nazionale andiamo forte”. A tale proposito il parlamentare irpino ha citato “il 7 per cento raggiunto in Molise e il 6,5 per cento di Cosenza”. Quindi, come da programma, una serie di bordate ai politici della prima repubblica: tradotto a Ciriaco De Mita. “In Irpinia la politica è archeologia allo stato puro – ha sentenziato – una situazione da museo. Continuiamo ad assistere a scende da basso impero e ad accordi sotto banco, come testimonia lo scandalo delle consulenze in Regione. Il tutto mentre la nostra provincia muore, esplodono le vertenze e l’agricoltura viene abbandonata”. Pionati ha candidato allora ufficialmente il suo partito a realizzare la necessaria “rivoluzione della classe dirigente per la creazione di un nuovo modello di sviluppo”. “Chi ha distrutto l’economia di questa provincia si faccia da parte – ha tuonato -. La storia degli ultimi due anni, fatta di promesse non mantenute, degrado e perdita di posti di lavoro ci dà già ragione. Questo sistema è al collasso”.

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