Il regista del docufilm su Vassallo a Lauro per la proiezione di “Quello che resta”

0
776

LAURO- Il docufilm sulla storia del sindaco “Pescatore” Angelo Vassallo, ucciso da una mano rimasta ancora ignota, ha aperto ieri mattina la rassegna organizzata dal Comune di Lauro “In Prima Linea”, un progetto realizzato in collaborazione con le scuole e “Il Demiurgo”, grazie ai fondi ottenuti per gli amministratori vittime di intimidazioni. La seconda tappa di questo progetto (la prima ha visto la presenza alla marcia del 21 marzo di Libera per le vittime delle mafie) ha avuto come tema “non è mai abbastanza”. Proprio la necessità di ribadire storie come quella del sindaco di Pollica ucciso, come ricordato negli interventi del sindaco Rossano Sergio Boglione, della consigliere Paola Scafuro e dello stesso regista del “cortometraggio’, il giornalista Luca Pagliari, di far conoscere in particolare agli studenti la storia di Angelo Vassallo. Un progetto della “Fondazione Angelo Vassallo”, che il fratello del sindaco ucciso, Dario, porta avanti da anni. Il prossimo 21 giugno ci sarà anche lui alla intitolazione della sala consiliare del Comune di Lauro al sindaco “pescatore”. Il Sindaco Boglione, nel suo discorso introduttivo alla manifestazione ha inoltre ringraziato la “Fondazione Angelo Vassallo” ed il suo Presidente Dario Vassallo, la Societá teatrale 𝐼𝑙 𝐷𝑒𝑚𝑖𝑢𝑟𝑔𝑜, le Istituzioni Scolastiche del Vallo di Lauro con le dirigenti scolastiche Siniscalchi e Conte che nei loro interventi hanno mostrato profonda emozione e gratitudine, i docenti, gli studenti intervenuti, il tecnico e i dipendenti della società ACM e la docente Fania Lauro che ha coordinato le attività previste dal progetto. All’incontro e’giunto anche il messaggio del direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Ettore Acerra, che ha sottolineato come: “La drammatica storia personale di Angelo Vassallo costituisce un chiaro esempio di come, in molti territori, l’impegno civile si possa scontrare con i poteri criminali.

E’ una storia, quella del sindaco pescatore, che può e deve far riflettere i giovani e tutti noi sulla difesa del valori, sul coraggio, sulla responsabilità.Le comunità di Lauro e di tutto il Vallo ricordano bene le ferite che criminalità organizzata hanno lasciato nella coscienza. Non dimentichiamo, non abbassiamo mai la guardia e lavoriamo insieme sulla coscienza civica dei giovani”.