IL QUOTIDIANO… OGGI: “Elezioni, un business da 3 milioni di euro”

0
181

Il QUOTIDIANO…OGGI è senza dubbio Il CORRIERE DELLA SERA. L’articolo sui Costi della Politica apparso a pag.15 è senza dubbio meritevole di attenzione e fa riflettere i tanti cittadini. Il giornalismo d’inchiesta del quotidiano fondato nel 1878 vince ancora una volta e fa comprendere la distanza sempre più abissale tra la gente dello…stipendio normale e la politica dai costi troppo alti e di sprechi. In sintesi, mentre gli italiani stringono la cinghia per arrivare a fine mese con qualche spicciolo nel portafoglio, i partiti incassano astronomici rimborsi elettorali. Un vero e proprio business che, fatta eccezione per i radicali, porta nella casse dei partiti italiani guadagni spropositati rispetto alle somme realmente spese. A fare i conti in tasca alle forze politiche nostrane, ci pensa il Corriere della Sera che, numeri alla mano, dimostra in modo abbagliante come i partiti, negli ultimi anni, abbiano davvero esagerato. Il referendum del 18 aprile ’93 era stato chiarissimo: il 90,3% delle persone voleva abolire il finanziamento pubblico dei partiti. Certo, il voto era stato influenzato dal vento impetuoso della rivolta morale contro gli abusi della Prima Repubblica, travolta da mille scandali. Ma col tempo per aggirare, senza dar nell’occhio, quel referendum del ’93 fu imposto un simbolico obolo pari a 800 lire per ogni cittadino residente e per ognuna delle due Camere. Totale: 1.600 lire. Erano troppo pochi? Può darsi. Certo è che, via via che l’ondata del biennio ’92/’93 si quietava nella risacca, i partiti si sono ripresi tutto. Diventando sempre più ingordi. Fino a divorare oggi, nelle sole elezioni politiche, dieci volte più di dieci anni fa. Nel 1999 l’idea transitoria del 4 per mille (volontario) sul quale i partiti prendevano degli anticipi, si rivelò un fallimento. A marzo, con un pezzo della destra che denunciava l’ingordigia dei «rossi», passarono l’abolizione delle agevolazioni postali in campagna elettorale e l’eliminazione dell’anticipo: i partiti avrebbero dovuto restituire in 5 anni, nella misura del 20% annuo del totale, le somme «eventualmente ricevute in eccesso». Non solo la restituzione fu svuotata dalla scelta di non varare mai il decreto di conguaglio, ma due mesi dopo, col voto favorevole d’una maggioranza larghissima e il plauso anche della Lega passò un ritocco assai vistoso: da 800 a 4.000 lire per ogni elettore e per ogni camera alle Politiche. Nel 2001 i partiti hanno incassato in rimborsi oltre 165 miliardi di lire, pari a 92.814.915 euro. Una somma enorme. Eppure l’anno dopo, a maggioranza parlamentare ribaltata, mentre invitavano gli italiani a tenere duro perché dopo l’11 settembre i cieli erano foschi, i partiti erano ancora lì, più affamati di prima. Finché destra e sinistra presentarono insieme una legge, firmata praticamente da un rappresentante di ciascun partito perché nessuno gridasse allo scandalo (Deodato, Ballaman, Giovanni Bianchi, Biondi, Buontempo, Colucci, Alberta De Simone, Luciano Dussin, Fiori, Manzini, Mastella, Mazzocchi, Mussi, Pistone, Rotondi, Tarditi, Trupia, Valpiana) ( quanti cognomi noti a noi irpini…) che portava i rimborsi addirittura a 5 euro per ogni iscritto alle liste elettorali e per ciascuna delle due Camere. Anche il calcolo dei rimborsi per il Senato andava fatto sulla base degli elettori della Camera. I quali sono, senza calcolare gli italiani all’estero, 47.160.244. Contro i 43.062.020 degli aventi diritto a votare per Palazzo Madama: 4.098.224 in meno. Risultato: si sono accaparrati, solo quest’anno, 20.491.120 euro in più. Totale dei rimborsi elettorali per il 2006: 200.819.044 euro. Una montagna di denaro destinata l’anno prossimo, dice la Finanziaria, a crescere ancora di altri 3 milioni e mezzo di euro. Confronti: i partiti assorbono oggi oltre il doppio (quasi 201 milioni contro quasi 93) di quanto assorbivano cinque anni fa. Il balzello è passato dal 1993 ad oggi, con l’appoggio, la complicità o il tacito consenso di tutti da 1,1 a 10 euro per ogni cittadino. E ogni ciclo elettorale (politiche, regionali, europee, amministrative…) ci costa ormai un miliardo di euro a lustro. Insomma, cifre devastanti accertate anche da un’indagine della Corte dei Conti (l’unico che ci permette di compilare tabelle omogenee) sulle Europee del 1999 e del 2004. La differenza, come si nota, è enorme. Basti vedere il guadagno della Fiamma Tricolore (che ha incassato 81 volte di più), di Rifondazione (13 volte di più), dei Comunisti Italiani (12 volte di più), dell’Ulivo (7,8 volte di più), di Alessandra Mussolini (6 volte di più), della Lega (5,9 volte di più) ma anche dei grandi partiti. Totale delle spese accertate: 88 milioni di euro. Totale dei rimborsi: 249. Quasi il triplo. L’articolo a firma di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella va letto e approfondito. E’ il caso per chi non l’avesse fatto…di acquistare una copia del giornale in questione. Vale la pena. Parola di Inews.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here