Avellino – Una visita da tempo attesa prima dell’arrivo dell’ora ‘X’. E oggi si contano solo i minuti: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad Avellino. Un ricevimento ufficiale in occasione della commemorazione di Guido Dorso che avrà luogo alle ore 11.00 di questa mattina presso il Teatro comunale Carlo Gesualdo. Alle 12.30, invece, l’incontro a Palazzo Caracciolo dove ad attendere Giorgio Napolitano ci sarà la Presidente della Provincia di Avellino, onorevole Alberta De Simone. Con tanto di consiglieri e assessori provinciali, ma soprattutto alla presenza dell’interlocutore d’eccezione: l’associazione del circolo della stampa irpina, con tutti i direttori delle testate giornalistiche ed emittenti radio-televisive locali. Il resto del programma, organizzato nel rispetto dei massimi crismi di sicurezza, prevede infine la tappa a Palazzo di Governo per la stretta di mano al Prefetto Paolo Orrei. Ed è proprio in Prefettura che Napolitano si è dichiarato disponibile a incontrare anche i comitati antidiscarica di Ariano e Savignano al termine del pranzo. Insomma, è un giorno importante per il capoluogo, per l’Irpinia. Ma non è solo la celebrazione in sé – i sessant’anni dalla scomparsa di Guido Dorso -, commemorazione che sicuramente riveste la sua dignitosa e singolare importanza storica ed umana, ad alimentare le speranze di cittadini ed istituzioni. Al di là dell’aspetto puramente formale, e se si vuole un po’ magico di certe occasioni, l’arrivo di Napolitano in Irpinia ‘cade a pennello’ in un quadro a tinte fosche dove emergono i tratti di una crisi che restituisce allo sguardo dell’attento osservatore un territorio dilaniato da problemi e mancate soluzioni. Uno spaccato che sembra voglia dire: benvenuto Presidente. Benvenuto … tra i rifiuti, che popolano le strade cittadine e sono ormai diventati parte integrante della quotidianità. Il non vederli, almeno per un giorno, sarebbe una gran sorpresa. E chissà, magari proprio oggi i cassonetti saranno insolitamente svuotati, le strade più pulite… Il tutto per rendere omaggio alla più alta carica dello Stato, ostentando un benessere che in realtà non esiste come forse si vorrà far sembrare. Benvenuta Fascia Tricolore per eccellenza, tra cantieri in cui la sicurezza è troppo spesso solo auspicata ma nei fatti stenta a decollare. Mentre i sindacati non si danno per vinti e colgono l’occasione più importante per evidenziare le defaillance. Benvenuto tra gli atti di bullismo che hanno trasformato l’Irpinia da ‘oasi felice’ a centro dove anche a quindici anni imbrandire un’arma o perdere la vita senza una ragione non risulta difficile. Benvenuto in una terra che non dà lavoro ai suoi figli, ma li imbarca sulla nave della ‘fortuna altrove’. In una provincia dove il tasso dei suicidi cresce soprattutto tra i giovani, mentre diminuisce la voglia di mettere su famiglia. Per un giorno Avellino, con i suoi pro e i suoi contro, sarà sotto i riflettori nazionali grazie alla commemorazione di un suo valoroso. Un’occasione che si deve proprio a Guido Dorso, alla sua grande professionalità ed esperienza di avvocato meridionalista, che oggi ci renderà degni avellinesi in tutta la Nazione. Degni figli di una terra bella, promettente, generosa ma che aspetta ancora la mano d’arte di chi sappia dosare con i giusti colori le disarmonie cromatiche del suo ritratto. (di Manuela Di Pietro e Antonietta Miceli)
Margherita: “orgoglio per l’arrivo del Capo dello Stato”
Nel porgere il benvenuto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che arriva oggi ad Avellino, la Margherita esprimere “tutto l’orgoglio per la scelta del Capo dello Stato di unirsi agli irpini per commemorare Guido Dorso, nostro illustre conterraneo. In un momento delicato per la Campania e l’Irpinia, Napolitano, che in prima persona si è impegnato per la risoluzione delle emergenze che funestano la nostra regione, ci fa sentire ancora più vicina la presenza dello Stato”. Recuperando, con il suo esempio, una parte fondante del messaggio di Dorso. Le cui opere, al di là di ogni intento celebrativo comunque dovuto alla sua memoria “offrono numerosi spunti di riflessione sulla perdurante attualità del suo pensiero e sugli insegnamenti che se ne possono trarre pur nelle mutate condizioni storiche del nostro tempo”. Attuale per il Fiorellino rimane il richiamo alla necessità che il superamento delle difficoltà del Sud debba essere perseguito attraverso il rinnovamento della classe politica: “rinnovamento, che può essere determinato da una nuova classe dirigente e da una rivoluzione delle coscienze indispensabile per favorire nuovi rapporti tra governanti e governati, tra amministratori ed amministrati, tra istituzioni e cittadini. Con il suo “Corriere dell’Irpinia” Dorso fu fautore di un giornalismo impegnato e in quanto tale capace di uscire al di fuori del puro localismo irpino e, soprattutto, mai offuscato dalla pretesa di sostituirsi alla politica. Per finire, nel giorno delle commemorazioni, ci piace ricordare il monito dell’illustre meridionalista alla politica volto a favorire una dialettica costruttiva ed essenziale e ad attenuare l’annosa piaga del particolarismo e dell’opportunismo trasformistico”.
