Il Pd serra i ranghi: “Compatti contro il qualunquismo. Noi garanti della democrazia”

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Marco Imbimbo – Un incontro fortemente voluto da Franco Russo, segretario del circolo “Libertà e partecipazione”, per dimostrare ufficialmente l’unità nel Pd irpino. Al circolo della stampa è andato in scena una sorta di patto interno tra le varie aree: tutti uniti a sostegno dei candidati e per il bene del partito. Presenti, oltre a Russo, Enzo De Luca e Rosetta D’Amelio, e i candidati Valentina Paris, Luigi Famiglietti e Umberto Del Basso De Caro.

«Coerenza, siamo sempre stati nello stesso posto» spiega Russo aprendo il dibattito. «A differenza dei 5S che, ad esempio, prima dicono di voler uscire dall’Europa e poi cambiano idea. Candidano Di Maio che non riesce a gestire i suoi parlamentari, come dimostra la vicenda “rimborsopoli”, mi chiedo come possa amministrare i cittadini. Dall’altro lato c’è Berlusconi che firma un nuovo patto con gli elettori. Io farei attenzione alle televendite».

La deputata uscente, Valentina Paris, ribadisce come i prossimi giorni siano quelli decisivi per convincere le persone a votare Pd. «Dalla nostra parte abbiamo la forza di tutto il lavoro fatto in questi 5 anni. Ci sono state sicuramente delle difficoltà oggettive – ammette – come le larghe intese per governare, ma sono state necessarie per contrastare il qualunquismo e il vento della pausa. Oggi ci carichiamo addosso la responsabilità della democrazia».

Anche Luigi Famiglietti sottolinea la coerenza mostrata da sempre dal Pd, come «nel 2008 quando ci compattammo intorno alla candidatura di De Luca e ottenemmo un grandissimo risultato. Oggi dobbiamo togliere i voti al centrodestra e recuperare quelli a sinistra». Il deputato uscente rivendica quanto fatto dal governo in questi 5 anni come le battaglie per Isochimica e Irsibus. «Una sedicente sinistra irpina, invece, ci accusa di volerle strumentalizzare. Ma gli stessi ex operai ce ne hanno riconosciuto il merito». A livello nazionale, invece, «i dati Istat parlando di un Paese in ripresa». Non manca un attacco a Galati, suo avversario candidato con il centrodestra: «Viene dalla Calabria, non l’ho mai visto e parla a vanvera con comunicati stampa».

L’incontro al circolo della Stampa è servito per sciogliere ogni dubbio sul sostegno del deluchiani ai candidati in corsa, dopo gli scontri interni dei mesi scorsi. È lo stesso ex senatore ha rimarcare questo impegno: «Ci metto la faccia in questa campagna elettorale perché il Pd è l’unica speranza per il Paese, in un panorama di partiti in crisi – spiega De Luca. Il mio impegno è un atto d’amore verso il partito. Dal 2013 non mi sono mai sottratto dall’aiutarlo, mentre altri venivano legittimati da Roma a fare opposizione nelle istituzioni».

Sulla stessa linea anche Rosetta D’Amelio che, al pari di De Luca, rimarca l’impegno a sostegno del partito: «Ho sempre dato una mano e continuerò a farlo. Il Pd nasce per mettere insieme tutte le forze che hanno scritto la Costituzione nel nostro Paese. L’Italia ha bisogno di noi per contrastare il qualunquismo. Siamo l’unica forza che può dare democrazia al Paese». D’Amelio sottolinea anche quanto di buono fatto dal Governo con «il Sud che ritorna al centro dell’agenda politica. Ci sono importanti segnali di crescita». E non manca la solidarietà a Roberto De Luca che «ha fatto bene a dimettersi per dimostrare che noi siamo diversi dagli altri partiti».

La presenza di D’Amelio e De Luca viene sottolineata da Del Basso De Caro: «Dà un valore più incisivo a questo incontro, diverso nel caso in cui ci fossimo stati solo noi candidati. La loro presenza serve a ribadire l’unità nel Pd. Noi siamo l’unico partito rimasto, ci riuniamo e ci confrontiamo, anche litigando, ma fa parte della dialettica. Forza Italia è un brand. Si riunisce ad Arcore e decide, magari anche in base a ciò che è successo la sera prima. Il M5S è un brand che va di moda, di proprietà di una società di comunicazione. La Lega è l’unica forza che, da un punto di vista culturale, è sovrapponibile ai 5S». Anche Del Basso De Caro sottolinea l’impegno del Governo soprattutto per il Sud, a differenza del centrodestra che «rubò 20 miliardi di fondi Fas per destinarli al Nord. Nessun parlamentare irpino del centrodestra si lamentò. Oggi parlano di voler rilanciare il Mezzogiorno».