Il Pd e quel commissario dal ruolo ambiguo: un tecnico ma anche politico

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Si è presentato precisando subito il suo ruolo: occuparsi del tesseramento e portare il partito verso il congresso di ottobre. Quando, poi, a David Ermini, neo commissario del Pd, è stato chiesto se il direttorio fosse ancora in piedi o meno, la risposta è stata secca: «Io ho avuto solo questo incarico, la gestione politica del partito spetta al direttorio».

Una risposta che ha alimentato più di una perplessità. In pratica ad Ermini sarebbe stato affidato un ruolo meramente tecnico che cozzerebbe, però, con la sua figura di politico di spicco nel Pd nazionale e, soprattutto, persona molto vicina a Renzi. Se davvero il suo compito fosse stato di natura meramente tecnica, da Roma avrebbero potuto mandare tranquillamente un funzionario e non un parlamentare.

Evidentemente Ermini dovrà recitare un ruolo diverso. Sicuramente dovrà vigilare sul tesseramento, in base al regolamento che decideranno a Napoli il prossimo 7 settembre, ma probabilmente lo dovrà fare con uno sguardo politico oltre che tecnico e, quindi, di semplice rispetto del regolamento.

Proprio sul tesseramento del Pd si è consumata nei mesi scorsi una guerra feroce nella federazione irpina che è andata avanti a suon di ricorsi, fino a far stancare Roma, facendo annullare tutto il percorso congressuale fatto fino a quel momento e a mandare un commissario. Quasi a voler dire “ricominciamo daccapo, ma questa volta ci penso io”. E così sarà. Il direttorio resta in carica, ma Ermini dovrà svolgere un ruolo diverso da quello di mero commissario tecnico. A lui spetterà confrontarsi con i circoli, come ha egli stesso dichiarato, ma anche sorvegliare sul tesseramento e dargli una lettura politica, più che numerica.

A pochi mesi dalle elezioni del 2018, questo tesseramento, e conseguente congresso, risulterà decisivo per le dinamiche interne alla federazione irpina e soprattutto per definire i nuovi assetti ed equilibri. Quelli che poi andranno a determinare le candidature per le elezioni politiche e le strategie per quelle amministrative.

Insomma Ermini non mente quando dice che il suo compito è occuparsi del tesseramento e portare il partito a congresso. Attraverso queste due tappe si stabilirà il futuro della federazione provinciale, con sconfitti e vincitori. Nuovi assetti e nuove alleanze. A Roma, evidentemente serviva un tecnico-politico per sorvegliare il tutto.