Il monito del Vescovo Aiello sui migranti: “Accogliere integrando. Bisogna riconoscere l’altro”

0
4

Marco Imbimbo – L’accoglienza e l’integrazione sono due fattori che devono camminare di pari passo, così come conferma anche il Vescovo di Avellino, Arturo Aiello, intervenuto presso il Circolo della Stampa, ad un convegno sul tema. “Il titolo dell’incontro mi sembra appropriato perché ci porta sulla strada giusta, cioè accogliere ed integrare – spiega il Vescovo. Un’accoglienza senza coscienza e infrastrutture del caso può generare effetti negativi. Quindi bisogna accogliere integrando”.

Resta, però, il problema di come riuscire a far accettare l’accoglienza dei migranti dalla società in cui vivono, visto che continua a serpeggiare un sentimento negativo o quanto meno di diffidenza. “Il sentimento cresce nella misura in cui si creano scontri – sottolinea Il Vescovo. Il sentimento viene educato quando l’altro è riconosciuto, sentendosi a suo agio in qualche maniera, e non una presenza spuria. Solo così dà il meglio di sé. C’è un aspetto positivo nell’immigrazione che è quello del ricevere dei doni, non semplicemente fare l’assistenza. Ricevere un ospite è come un dono, è sempre un potenziale portatore di bene. Tutto è negli occhiali che vogliamo mettere”.

La città di Avellino, intanto, è in ritardo dal punto di vista dell’accoglienza e della realizzazione di uno Sprar, nonostante sia stato annunciato da tempo. “Non faccio valutazioni su istituzioni diverse da quella che umilmente rappresento – precisa il Vescovo Aiello. E’ chiaro, però, che ciascuno deve dotarsi degli strumenti che la legge prevede”.

A proposito di strumenti, la Caritas diocesana è pronta a mettere in campo le sue attività per favorire l’integrazione dei migranti. “In questo momento sto caldeggiando la realizzazione di corsi di alfabetizzazione linguistica perché, il primo strumento d’integrazione, è la lingua. Se manca questa, non esiste possibilità d’integrazione. Poi viene l’aspetto della casa e del lavoro, ma questi non competono a noi”.