“Il maestro di don Giovanni” compie 70 anni: convegno e mostra a Lauro

0
2894

Attori, critici ed esperti della settima arte in primavera a Lauro per festeggiare il settantesimo anniversario dell’uscita nei cinema del film «Il maestro di don Giovanni» (1954), girato dal regista Milton Krims tra i suggestivi borghi irpini di Lauro e Marzano nonché al Parco di Capodimonte e negli studi di Cinecittà con protagonisti il divo hollywoodiano Errol Flynn e Gina Lollobrigida, allora ventiseienne ma già star in Francia. Una vera e propria giornata celebrativa, ideata e promossa dal giornalista Vincenzo Castaldo a sette anni dalla pubblicazione del volume «Il maestro di don Giovanni – Storie, racconti e aneddoti sul Santo Graal di Errol Flynn» (Il Papavero, pagg.164, euro 18) con cui ha svelato il periodo di gestazione e lavorazione della pellicola evidenziandone i primati. «Si tratta – afferma Castaldo – del primo film italiano realizzato con una coproduzione americana e fotografato in Eastmancolor, primato erroneamente ascritto a “Carosello napoletano” del regista Giannini. È inoltre la prima e unica pellicola girata interamente in Italia da Errol Flynn come attore e produttore vantando il bacio più lungo nella storia del cinema dopo “Notorious” di Hitchcock. Per questi primati merita senza dubbio un posto di riguardo nella storia del cinema. Non dimentichiamoci poi che “Il maestro di don Giovanni” è il primo e unico film ad aver svelato i colori della nostra Irpinia alla mitica Hollywood. Anche per questo motivo è doveroso ricordarlo coinvolgendo cittadini, studenti, rappresentanti delle istituzioni, attori, critici ed esperti del cinema». Due gli appuntamenti già programmati nell’ambito della giornata celebrativa del cappa e spada di Krims, che potrebbe svolgersi al castello o nei cortili di Palazzo Pignatelli: il convegno dal titolo «Il maestro di don Giovanni, suggestioni d’altri tempi» e la mostra otografica-documentaria «Sognando Hollywood tra Roma, Napoli e la terra dei Lancellotti». Castaldo spiega: «Il convegno consentirà di fare un viaggio nella storia del cinema a partire proprio dal cappa e spada di Krims e in generale dalla produzione cinematografica degli anni Cinquanta, che affascina particolarmente perché racconta le contraddizioni di un’epoca. Leggerezza e ricostruzione post-bellica, uno spirito che l’estetica del periodo riflette nella modernità dei look imitati ancora oggi. La mostra invece svelerà al pubblico parte del ricco e prezioso materiale da me rinvenuto dal 2014 a oggi. L’intenzione è di presentare foto di scena e di fuori scena quanti sono gli anni trascorsi dall’uscita della pellicola al cinema. Inoltre, saranno visibili quotidiani e settimanali italiani, francesi, tedeschi e americani che hanno dedicato pagine e copertine al film prima, durante e dopo l’uscita al cinema, pressbook, fotobuste e locandine prodotte dai più grandi “pittori del cinema” a scopo pubblicitario nonché i contratti degli attori principali e tantissimi altri documenti utili a scoprire la rete creatasi tra produttori, banche e finanziatori privati al fine di garantire la realizzazione del film». Gli ospiti? «Ci saranno esperti e critici del cinema come Valerio Caprara, – evidenzia Castaldo – volti noti della tv come Alessandro Cecchi Paone, giornalisti e attori di cui però è presto svelare i nomi. Sarò lieto comunque di vedere partecipi Gigi Marzullo (grazie al mio libro ha appreso che l’interprete di Flynn era l’avellinese Giuseppe D’Amore, voce storica del Tg notte, a cui era legato da grande amicizia), e i tanti amici che lavorano nel mondo del cinema come la direttrice artistica dell’Aiff Annarita Cocca e il regista Modestino Di
Nenna».