Il Governo impugna la legge campana sull’immigrazione

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Il Consiglio dei Ministri di oggi ha impugnato, su proposta del Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, la legge regionale sull’immigrazione in Campania, approvata dopo circa 10 anni lo scorso 8 febbraio.
Alcune disposizioni regionali, infatti, prevedendo specifici interventi per l’accesso ai servizi d’integrazione sociale, socio-assistenziali, socio-sanitari e di formazione professionale in favore degli immigrati ”presenti sul territorio regionale”, ricomprendendo tra di essi anche gli stranieri immigrati privi di regolare permesso di soggiorno, ed eccedendo in tal modo dalla competenza regionale.
“Tali disposizioni, infatti – recita una nota del Ministero – disciplinando ed agevolando il soggiorno degli stranieri che dimorano irregolarmente nel territorio nazionale, incidono sulla disciplina dell’ingresso e del soggiorno degli immigrati che, come più volte affermato dalla Corte Costituzionale, e’ riservata allo Stato. Esse contrastano in particolare con i principi fondamentali stabiliti dalla legislazione statale in materia di immigrazione, che sancisce l’illegittimità e le conseguenze (respingimento, espulsione o detenzione nei centri di identificazione ed espulsione) del soggiorno degli immigrati irregolari, configurandolo inoltre come reato. La legge regionale non può pertanto in alcun modo incidere in tale ambito normativo, tantomeno predisponendo interventi volti al riconoscimento o all’estensione di diritti in favore dell’immigrato irregolare o in attesa di regolarizzazione, cioè non può disporre, attraverso regimi di deroga non previsti dalla normativa statale, casi di non operatività della regola generale della condizione di illegittimità e di reato dell’immigrato irregolare”.

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