Il Consiglio boccia il piano Asi: I lettiani mantengono la posizione

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Avellino – Il consiglio comunale respinge il piano Asi e le determinazioni del presidente Pietro Foglia. Con un deliberato, che raccoglie anche le osservazioni approvate alla unanimità, l’assemblea cittadina ritiene non accettabile l’ipotesi della riammissione dell’area una volta sede dell’Isochimica e del parco di contrada Santorelli. Nel corso del dibattito, che si è svolto ieri sera, sono state manifestate perplessità anche verso alcune aree industriali ai margini della città e la questione relativa alla viabilità primaria. Il sindaco Giuseppe Galasso nei prossimi giorni avvierà il tavolo di concertazione con l’Asi per giungere alla soluzione condivisa del Piano, ma il problema adesso è politico perché occorre compiere i passi opportuni affinché l’Asi recepisca le indicazioni offerte dal consiglio comunale del capoluogo. In serata anche il comune di Grottolella ha bocciato il piano, adducendo le stesse motivazioni manifestate ad Avellino. Il sindaco svolgerà il ruolo di garanzia a tutela del consiglio e degli interessi della città, ma su quel passaggio si è innestata l’ennesima polemica con i cinque consiglieri lettiani, che hanno depositato nelle mani del presidente Giuseppe Vetrano un documento nel quale hanno chiesto le dimissioni dei rappresentanti del comune nel Consiglio di amministrazione dell’Asi, qualora non vengano recepite le indicazioni approvate dall’assemblea. Dello stesso parere anche l’opposizione: Giovanni D’Ercole, capogruppo di Alleanza Nazionale ha sottolineato l’aspetto pratico del problema, ritenendo che aver approvato una delibera non significa aver automaticamente realizzato l’obiettivo, che è la tutela degli interessi della città. Il capogruppo del Partito democratico, Sergio Barbaro ha risposto agli attacchi portati dai lettiani, osservando che ancora una volta si utilizza l’aula consiliare per affrontare questioni che non riguardano specificamente le competenze dell’assemblea, ma dovrebbero essere discusse in altra sede. Sul punto è intervenuto anche Galasso, esprimendo condivisione per il documento, ma a condizione che sia depurato dalle questioni personalistiche, relative alla richiesta di dimissioni. Baragge al momento della votazione del documento: per un soffio la maggioranza ha retto, ma il dato politico è emerso con chiarezza anche intorno ad un argomento intorno al quale la minoranza non aveva manifestato dissenso. Sull’aspetto più strettamente tecnico ha relazionato l’assessore Mario Perrotta, che ha condiviso con il presidente Vetrano, il sindaco e tutti i consiglieri il clima di ritrovata partecipazione all’attività amministrativa dell’ente, ma ha posto alcuni punti di carattere tecnico che potrebbero rallentare il cammino del piano. Le osservazioni proposte, per esempio, non inciderebbero sulle scelte da farsi all’interno dello strumento, i cui confini sono stati definiti ed approvati da tempo, ma toccherebbero il perimetro delle aree industriali, che dovrebbe essere modificato, e questo potrebbe modificare la natura degli interventi richiesti in vere e proprie varianti al piano industriale. In apertura di seduta è stato registrato l’atto di accusa del consigliere Antonio Gengaro, che ha contestato il metodo utilizzato per arrivare alla discussione di un argomento così delicato.

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