Il Centrosinistra alternativo di Santoro ricorda Benigno Zaccagnini

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Mercogliano – Vivo interesse ha riscosso l’incontro dibattito dal titolo “Memoria e futuro dei cattolici democratici” organizzato dal Centrosinistra Alternativo di Avellino per celebrare il ventennale della scomparsa di Benigno Zaccagnini.
Medico pediatra prestato alla politica, Zaccagnini fu uno dei fondatori della DC e partecipò alla Resistenza, fu membro del Comitato di Liberazione Nazionale e collaborò con Arrigo Boldrini alla liberazione dell’Emilia Romagna. Eletto all’Assemblea Costituente e poi Deputato, si schierò con il centrosinistra di Aldo Moro, fu alla Camera fino al 1979 e poi dal 1983 fino alla morte nel 1989 al Senato. Fu Ministro del Lavoro con Fanfani e Segni e Segretario della DC nel 1975. “L’onesto Zac”, come veniva appellato, nel 1976 riuscì ad impedire il “sorpasso”da parte di Berlinguer e, durante il rapimento Moro, difese la “linea della fermezza” contro le BR, la morte dell’amico, però, lo distrusse umanamente e politicamente. Nel 1984 fu eletto al Parlamento Europeo.
A ricordare la figura del politico nel corso dell’incontro a Mercogliano, il consigliere provinciale del Centrosinistra alternativo Amalio Santoro, il commissario straordinario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Meridione Antonio Limone, Fausto Addesa e Crescenzo Fabrizio. Ha moderato l’incontro il giornalista Gaetano Amato.
“La generazione di Zaccagnini – ha ricordato Antonio Limone – è quella che ha portato l’Italia al boom economico eppure in lui vive costantemente il richiamo al principio moroteo di non appagamento: la consapevolezza che lo sviluppo economico da solo non basta. Zaccagnini pensa che la prosperità dell’Italia per essere vera debba essere accompagnata da una crescita morale e civile. Fa riflettere oggi questa sua tensione morale perché proprio da quando la politica ha smesso di puntare alla crescita civile della società da allora sta venendo meno anche la crescita materiale. Il problema è di porre intermini sempre più chiari e validi, da parte dei partiti democratici, il tema dello Stato democratico, della sua capacità a determinare sempre più larghe adesioni attraverso la sua dimostrata capacità di risolvere con gradualismo, ma con un impegno di continuo progresso, i problemi reali che stanno al fondo del paese”.
Forte il richiamo da parte dei relatori alla necessità che i democratici sappiano aver fede nella forza dei propri principi più di quanto non facciano gli antidemocratici, alla necessità di riconquistare la fiducia, come già ammoniva “Zac” ad Aldo Moro, dei lavoratori, dei professionisti, degli artigiani e dei commercianti anche se l’economia non può essere il feticcio cui sacrificare tutto l’agire politico.

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