Uomini e donne, due facce della stessa medaglia, indispensabili gli uni per le altre, ma anche due fazioni, scuserete il termine, spesso in contrasto tra loro o quantomeno in perenne confronto. E così nell’era della questione delle pari opportunità – a voler mettere un po’ di pepe – arriva un round a netto vantaggio del gentil sesso: quello della durata media della vita. Lo riferisce la Relazione sullo stato sanitario del Paese del Ministero del Welfare, presentat< oggi Roma e relativ< ai dati 2006. Lo studio sancisce come per una donna l’esistenza duri generalmente ben sei anni in più di quella di un uomo. La scienza che studia mortalità e natalità, la demografia, da tempo ormai lo ha sentenziato, imputando ad una serie di fattori genetici e fisici ma anche ai diversi stili di vita, la migliore longevità femminile, certo è però che a guardare i numeri, soprattutto per chi è maschio, sei anni davvero possono rappresentare un’eternità. Insomma, un intervallo di tempo senz’altro invidiabile. Ad ogni modo, e al di là degli scherzi, una buona notizia la relazione la restituisce anche per gli uomini: la sopravvivenza nell’ultimo decennio in Italia è decisamente migliorata per tutti. Si è passati infatti da una speranza di vita di 74 anni ad una di 78,4 anni per i maschi e dagli 80 agli 84 per le loro metà.
Una brutta notizia che invece ci riguarda da vicino è il dato regionale, con la Campania che primeggia in fatto di mortalità e senza distinzioni tra i due sessi. Parità in negativo, per così dire, che certo non allevia il dispiacere per l’ennesima maglia nera regionale.
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